Innestate la retromarcia, per favore. Liberate le isole pedonali, le piazze storiche dalle auto blu. Roma, ridotta a un immenso parcheggio per auto di rappresentanza, ve ne sarà grata. Il messaggio che la Capitale spedisce ai Palazzi del potere centrale non lascia spazio a dubbi: il fatto che la nostra città sia sede del governo nazionale non può trasformarsi in una sudditanza, nell'amara resa a un sistema di ineguaglianze. Il battibecco tra il sindaco Veltroni e il ministro Urbani su piazza di Sant'Ignazio svela un malessere profondo. Il primo ha scritto al secondo: per favore, smettila di far parcheggiare le tue automobili su un'isola pedonale come è Sant'Ignazio. Il secondo ha replicato, molto piccato, anche attraverso il suo capo di gabinetto: ho ordinato dei controlli, mi piacerebbe conoscere i numeri delle targhe visto che le nostre auto si sono fermate lì solo saltuariamente. Se fosse come assicura Urbani, da dove vengono le altre auto blu beatamente visibili lì da mesi? I carabinieri del nucleo artistico giurano di non saperne nulla. Possibile che si tratti di «invasioni» da altri Palazzi? Una cosa è sicura. Quelle vetture di servizio non appartengono a romani qualsiasi, ad anonimi cittadini. Ma a chi ha un volto, un nome ben noti e riconoscibili. Veltroni ha perfettamente ragione, nel merito. Se Sant'Ignazio è un'isola pedonale, lo deve essere per tutti. Sempre. Non importa quale sia la macchina in questione. Nulla di più odioso di un Potente che usa le sue prerogative per infrangere un divieto. Ouante volte abbiamo visto un'auto blu attivare la sirena, sgommare, correre nel bel mezzo di un ingorgo sul lungotevere o sull'autostrada verso l'aeroporto di Fiumicino? Qui non si tratta di demagogia. Ma di ovvia democrazia, quella tangibile, quotidiana che nutre un sano rapporto di rispetto tra base elettorale ed eletti. Roma sopporta fin troppi abusi da parte delle Cittadella dei Potenti. Il presidente del I Municipio, Giuseppe Lobefaro, ieri ha elencato altri casi di abusi da «sosta politica»: l'area intorno a via XX Settembre (ministero dell'Economia, quindi Siniscalco) e l'intera zona a ridosso di via Arenula (ministero della Giustizia, quindi Castelli, anche se esiste un parcheggio interno inutilizzato, sottolinea Lobefaro). Ma l'elenco potrebbe continuare. C'è il caso davvero incredibile di San Lorenzo in Lucina, isola pedonale abbandonata a se stessa, ridotta da anni ad area di sosta per (spesso numerosissime) auto di rappresentanza dei carabinieri. C'è l'affaccio su piazza Montecitorio, luogo di ritrovo naturale per tanti autisti della Camera. Al via vai di «vetture eccellenti» spesso non scampano nemmeno (guarda caso proprio all'ora di cena) Campo de' Fiori e piazza Farnese. E così via. Sarebbe meraviglioso se tutti regalassero un segnale alla città di Roma: la semplice, scrupolosa osservanza delle regole che tutti gli altri cittadini romani sono obbligati a rispettare. Ci vuole poco. Pochissimo. Parola di cittadino senza auto blu