Il centro dello scontro istituzionale. Da una parte il Primo Municipio che accusa di «sosta selvaggia» i ministri Urbani (Cultura), Castelli (Giustizia) e Siniscalco (Finanze), dall'altra la lettera che dal ministero dei Beni Culturali arriva direttamente in Campidoglio, al Capo di gabinetto del sindaco. Si parla di «confusione» e «degrado» nelle aree di «numerosi monumenti simbolo», con «grave danno all'immagine non solo della città ma del Paese tutto». Insomma, questo è il centro non solo di Roma, ma anche deUo scontro istituzionale. Se si considera poi che il sindaco Veltroni qualche giorno fa aveva scritto a Urbani per segnalare «le auto del ministero parcheggiate nell'area pedonale di piazza Sant'Ignazio», e che lo stesso Urbani aveva risposto a Veltroni chiedendogli di essere «più concreto e di pensare meno all'effimero», ecco che lo scontro è completo. Ieri, l'ultimo atto. Anzi, gli ultimi atti, due. Il primo: il presidente del Municipio più prestigioso di Roma, Giuseppe Lobefaro, accusa Urbani: «Stupisce l'insensibilità del ministro dei beni Culturali Giuliano Urbani che risponde piccato a una legittima richiesta del sindaco Veltroni. La tutela delle piazze più belle del centro storico non può essere delegata esclusivamente ai vigili urbani ed è paradossale che coloro che lavorano in un ministero proprio per la valorizzazione dei beni culturali siano i primi a violare norme di tutela». Ne ha anche per Siniscalco e Castelli, Lobefaro: «D'altra parte il ministro Urbani è in buona compagnia. Altri suoi colleghi, il ministro di Grazia e giustizia Castelli e il ministro dell'Economia Siniscalco, hanno da tempo occupato parti del centro storico con le loro auto di servizio. Alle spalle di via Arenula le macchine del ministero da mesi hanno trasformato un'area pubblica in un parcheggio privato, pur possedendo un parcheggio interno inutilizzato. Anche parte di via XX settembre è ostaggio delle macchine di servizio del ministero del Tesoro. In questo ultimo caso è stata addirittura soppressa una fermata dell'autobus costringendo molti cittadini anziani a raggiungere a piedi la fermata successiva. Il centro storico di Roma non regge più il pesante impatto dei tanti ministeri che finiscono per trasformare impropriamente spazi pubblici in spazi privati per i potenti di turno». Il secondo atto di scontro è il nuovo attacco del Ministero per i Beni culturali al Campidoglio: questa volta non per bocca del ministro, ma del suo Capo di gabinetto che si rivolge senza troppi fronzoli al suo pari grado in comune. Si parte proprio dalla sosta delle auto blu: «Ti sarei grato se vorrai cortesemente interessarti per il sollecito accoglimento della richiesta di ripristino in via del Collegio Romano delle strisce che delimitano gli spazi riservati alle auto ministeriali». Poi, nell'ultimo capoverso, il ministero attacca apertamente il Campidoglio: «Consentimi di segnalarTi (...) la spiacevole situazione che caratterizza numerosi monumenti simbolo di questa città (Colosseo, San Pietro in Vincoli, Castel Sant'Angelo, etc.), in prossimità dei quali si registra una situazione di confusione e di degrado anche per la presenza, ormai quasi "storica", di venditori e guide abusive, nonché una non sempre eccellente pulizia, con grave danno all'immagine non solo della città ma del Paese tutto».