Il giudice Nerucci proscioglie gli imputati LUCCA. Tutti assolti. Ci sono volute una decina d'udienze per arrivare alla sentenza legata alla vicenda della realizzazione di 32 appartamenti al posto di alcune serre a San Macario in Piano. Il giudice Riccardo Nerucci ha assolto l'ingegnere progettista Gianluca Sani e Maurizio Fontanini, legale rappresentante della società che aveva ottenuto i permessi per costruire nell'area di S. Macario, dall'accusa di falsità ideologica, mentre lo stesso Fontanini e l'amministratore di Imital, Iacopo Verdigi, sono stati assolti dal reato di abuso edilizio perchè il reato è stato estinto in seguito a sanatoria. La vicenda risale al periodo che va dal 2005 sino al febbraio 2006 e il processo nacque in seguito a una denuncia presentata in procura da Alessandro Terigi, un confinante. Fontanini e Verdigi erano difesi dall'avvocato Nicola Virdis, Sani dall'avvocato Luca Cantini. Stando all'accusa iniziale, Sani, quale ingegnere progettista incaricato di disegnare le tavole del progetto allegate a una domanda di permesso a costruire - depositata il 7 aprile 2005 - e a un'altra domanda depositata il 29 dicembre 2005, aveva indicato nelle tavole - rappresentative dello stato attuale del lotto oggetto dell'intervento - la presenza di una serra di circa 5550 metri quadrati. In realtà, per la procura, parte della serra, pari a circa 1000 metri quadrati, era collocata in un appezzamento diverso e non era di proprietà dei committenti. Inoltre, stando all'accusa, quella parte era stata demolita al momento del deposito della domanda del permesso di costruizione. Per gli inquirenti il reato di falso ideologico era stato commesso, in concorso, anche da Fontanini che sottoscriveva le domande di permesso e le tavole allegate. Verdigi e Fontanini, nelle vesti di committenti dei lavori, erano anche accusati «in assenza di permesso di costruzione e di autorizzazione paeseggistica in area sottoposta a vincolo» di aver demolito due porzioni di una serra con struttura in ferro di 26 per 56 metri. Nel corso delle varie udienze l'avvocato Cantini, legale del professionista, ha prodotto in aula il progetto che attestava il reale stato dei luoghi e che si trovava inserito nella concessione rilasciata dal comune. E il giudice nel dispositivo della sentenza ha assolto Sani e Fontanini perchè il fatto non sussiste. Assoluzione con formula piena anche per Fontanini e Verdigi in relazione al reato ambientale (demolizione delle serre in assenza di autorizzazione paesaggistica) anche perché quell'autorizzazione è stata prodotta in dibattimento. Infine non luogo a procedere legato alla demolizione delle serre in assenza di permesso a costruire, e quindi con un presunto abuso edilizio, in quanto il reato è estinto in seguito alla sanatoria prodotta in dibattimento.