Sala gremita a Palazzo Cavalcanti: in tanti hanno risposto allappello lanciato nei giorni scorsi Più di mille le adesioni Allincontro anche due candidati alle primarie «Catastrofe Napoli». Il professore Francesco Barbagallo chiude così i dieci anni a guida Iervolino. E non è meno tenero nei confronti di Antonio Bassolino: «Credevo in lui, ma nei fatti non è stato diverso da Gava, Scotti e Pomicino». È per Barbagallo il boato del popolo che ha riempito in serata i saloni dellIstituto di scienze umane (Sum) a Palazzo Cavalcanti rispondendo allappello firmato assieme a Gae Aulenti, Roberto Esposito, Giuseppe Galasso, Ernesto Galli Della Loggia, Raffaele La Capria, Mario Martone, Elisabetta Rasy, Aldo Schiavone e Toni Servillo. Appello, intitolato "Una nuova storia per la città", che in pochi giorni ha raccolto già mille adesioni e che è stato ben sintetizzato dal filosofo Roberto Esposito: «Abbiamo tre obiettivi. Al primo punto la legalità intesa come lotta alla camorra ma anche alla criminalità diffusa. Al secondo punto la vivibilità, un tema che riguarda non solo i rifiuti ma numerosi aspetti negativi della città. Al terzo la valorizzazione della cultura». Obiettivi messi a fuoco dal professore Ernesto Galli della Loggia, docente di Storia contemporanea nellIstituto di Scienze umane: «Dallappello nascerà unassociazione. Non sarà un ristretto circolo di professori, che temiamo come la peste, ma piuttosto un laboratorio di proposte civiche che presenteremo come punti vincolanti per il programma dei candidati alla poltrona di sindaco. Punti che andranno dallapertura della città allItalia fino al funzionamento degli uffici comunali». In sala Elisabetta Rasy, il presidente del Consiglio comunale Leonardo Impegno, il presidente del Premio Napoli Silvio Perrella, i professori Aldo Schiavone, Paolo Frascani e Luigi Mascilli Migliorini, lavvocato Massimo di Lauro, il direttore del museo Madre Eduardo Cicelyn, il direttore generale del Forum delle culture Mario Bologna, il presidente della Consulta laica Giancarlo Nobile. A decine chiedono di iscriversi per parlare e cè una rumorosa protesta quando Galli Della Loggia propone di ascoltare innanzitutto i candidati alle primarie del centrosinistra. «Aspettino il loro turno» urla la gente. E così sarà. Tanti interventi da cui emerge un dato condiviso: la deindustrializzazione ha lasciato campo libero alla camorra in ampie zone della città, da Bagnoli allarea orientale. Ma noi da questa stanza chi rappresentiamo? Una delle tante domande dal pubblico. E Barbagallo: «Una minoranza oggi emarginata perché la società civile di Napoli è composta allottanta per cento da una società incivile». Dopo due ore di dibattito interviene Umberto Ranieri, uno dei quattro candidati alle primarie, che ha atteso prendendo appunti in ultima fila e che ha aperto lintervento parafrasando Alcide De Gasperi. «In questa sala - ha detto - tutto è contro di me tranne la vostra cortesia personale». Poi ha chiarito: «Napoli sta per implodere ed è urgentissimo ristabilire il dialogo con la città. Per farlo occorre però una svolta nei metodi, negli indirizzi e nello stile di governo. Pur essendo stato lontano dal potere politico amministrativo, avverto drammaticamente la necessità di un atteggiamento critico». Trascorre unaltra ora e parla, praticamente in chiusura di dibattito, il candidato alle primarie targato Sinistra e libertà, lex magistrato Libero Mancuso: «La società civile napoletana deve uscire dallisolamento che rappresenta oggi la sua sconfitta. Il punto è restituire a Napoli la dimensione alta della politica senza la quale non si va da nessuna parte rispettando la Costituzione e il ruolo dei partiti». Non si vedono, invece, gli altri due candidati alle primarie Nicola Oddati e Andrea Cozzolino il quale però lancia in serata un segnale dal suo quartier generale: «Guardo con attenzione a tutti i contributi che stanno arrivano e che sono preziosi».