Restauro coi fondi pubblici e gestione commerciale a chi vince il bando I comitati: "Uno scempio che va fermato" Diecimila firme per non consegnare la Villa Reale di Monza nelle mani dei privati, come vorrebbe la Regione. Sono quelle consegnate dal comitato "La Villa Reale è anche mia" la scorsa settimana al Comune di Monza e ieri al presidente del Consiglio regionale, Davide Boni. Lappello, lanciato via Internet, è stato firmato, oltre che da migliaia di cittadini brianzoli, anche da personalità della cultura, tra cui Oliviero Toscani, Lella Costa, Natalia Aspesi e Stefano Boeri. La protesta nasce dal fatto che sul tavolo di Infrastrutture Lombarde, la spa della Regione incaricata di trattare loperazione di recupero della ormai ammalorata Villa Reale, ci sono i nomi di quattro cordate che hanno risposto al bando pubblico per restaurare il corpo centrale, usando 19 milioni di euro stanziati dagli enti pubblici e mettendocene 6 di tasca propria. Una spesa che sarà ricambiata con la concessione per 30 anni della gestione degli spazi nobili restaurati e delle aree accessorie, in cui realizzare attività commerciali, di ristoro e ritrovo. Il canone concordato è di 30mila euro allanno per i 9mila metri quadrati della dimora neoclassica costruita a partire dal 1777 per volere di Maria Teresa dAustria. Fatti i conti 1,6 euro al metro quadrato. Una cifra irrisoria per lex ministro ai Beni culturali Walter Veltroni, passato da Monza per sostenere la battaglia del Pd che si oppone alla cessione ad un privato. «30mila euro annui sono pochissimi - sottolinea lex ministro - . Con questi soldi a Milano o a Roma ci si affitta un seminterrato di 70 metri quadrati. Va ripensata lidea di trasformare la dimora che fu degli Asburgo e dei Savoia in un luogo dove si organizzano cene o convegni». Inoltre il bando prevede che laccesso agli spazi non commerciali, come il piano nobile, sarà consentito solo per 36 giorni allanno. «Con questa gara la reggia del Piermarini sarà sottratta ai cittadini per essere affidata ai privati - tuona Bianca Montrasio, portavoce del movimento che ha raggruppato attorno a sé migliaia di cittadini - . Dobbiamo impedire che questo scempio si realizzi. Siamo aperti a tutte le soluzioni, ma la natura della Villa deve restare quella culturale, si potrebbe pensare a un ente di diritto privato, ma con capitale interamente pubblico». Alcuni fanno un paragone tra la sorte di Venaria Reale, la reggia "di piacere e di caccia" dei Savoia recuperata e riaperta al pubblico vicino a Torino, e quello che aspetta Monza, dove un edificio di valore storico e culturale non inferiore finirà affidato ai privati. Il sindaco leghista di Monza, Marco Mariani, nonché presidente del Consorzio per la Villa Reale, sostiene che «la struttura resterà pubblica e sempre accessibile, 365 giorni allanno». Unidea sostenuta anche dal direttore di Infrastrutture Lombarde, Antonio Rognoni: «A fronte di 20 milioni di quota pubblica per il restauro, sarà a carico del privato un contributo per i lavori di 6,7 milioni e in più come concessionario dovrà costituire una società ad hoc per 2,1 milioni, sobbarcandosi oneri finanziari per 4,4 milioni e le spese per 30 anni di manutenzione ordinaria, pulizia e gestione per un totale di 23milioni». «Più che sempre aperta al pubblico, la Villa lo sarà ai clienti», replica Roberto Scanagatti, capogruppo del Pd nel consiglio comunale brianzolo. La Villa si trasformerà, secondo le stime della Camera di Commercio di Monza e Brianza, in una gallina dalle uova doro. Dopo il restauro, solo per lindotto turistico, arriverà a valere 70 milioni di euro, distribuiti tra ricettività e ristorazione (42 milioni di euro), shopping (16 milioni), trasporti (6 milioni), e oltre 800 nuovi posti di lavoro. Il presidente del consiglio regionale ha garantito che promuoverà un dibattito sulla questione: «Suggerirò ai gruppi consiliari di presentare documenti che possano essere discussi in consiglio», ha detto Boni ricevendo lappello. I consiglieri regionali Pd Enrico Brambilla e Giuseppe Civati hanno già pronto un ordine del giorno. Intanto il movimento la "Villa Reale è anche mia" non si ferma qui e annuncia una manifestazione a Roma sotto la sede del Ministero dei Beni culturali. «Con la consegna delle firme si è conclusa la prima parte della battaglia - dice Bianca Montrasio - . E se Roma non dovesse bastare siamo pronti ad andare fino a Bruxelles».
MILANO - "Villa Reale non va svenduta ai privati". Diecimila firme a Monza: "La vogliono sottrarre ai cittadini"
Riassunto in 200 parole:
Il movimento "La Villa Reale è anche mia" ha lanciato un appello via Internet per fermare la cessione della Villa Reale di Monza alle mani dei privati. Il bando pubblico per il restauro del corpo centrale della villa ha ricevuto decimila firme, tra cui quelle di personalità della cultura e cittadini brianzoli. La Regione Lombarda ha stanziato 19 milioni di euro per il restauro, ma i nomi dei vincitori del bando sono stati già decisi e includono quattro cordate che hanno risposto al bando con un contributo di 6 milioni di euro. Il canone concordato per la gestione degli spazi nobili restaurati e delle aree accessorie è di 30mila euro all'anno.
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