Dal complesso di Mezzomonreale sparite maioliche e unacquasantiera Legambiente "Confermate le nostre denunce sullabbandono del bene storico" Sigilli al complesso monumentale di Villa Napoli di proprietà regionale. Il provvedimento di sequestro «per degrado e stato dabbandono», è scattato ieri mattina su richiesta della Procura a seguito di unescalation di furti e atti vandalici perpetrati allinterno della villa, nota per lantica torre normanna che la sovrasta. I carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale e del comando provinciale hanno eseguito il sequestro per scongiurare una nuova incursione e dunque, salvaguardare il gioiello depoca normanna, con rifacimenti rinascimentali. «Alla base del provvedimento di sequestro - spiegano i militari dellArma - oltre al degrado, cè il susseguirsi di veri e propri saccheggi, durante i quali, sono stati trafugati oggetti di valore. Tra questi, di recente, maioliche settecentesche ed unacquasantiera risalente allo stesso periodo». I furti, avvenuti a più riprese attraverso un facile accesso dal giardino che circonda la villa, sono tutti stati denunciati da Legambiente non soltanto alle forze dellordine, ma anche alla Sovrintendenza. Ieri, il sequestro preventivo. «La notizia del sequestro di Villa Napoli - dichiara il responsabile dei Beni Culturali Sicilia Gianfranco Zanna - dimostra la validità delle nostre denunce sullo stato di abbandono e di degrado del bene monumentale. Auspichiamo - tiene a precisare - che questo grave atto, che mette definitivamente in luce le responsabilità dellamministrazione regionale, possa portare ad una soluzione del problema ed alla salvaguardia ed al recupero della villa». Il sequestro di Villa Napoli, così come altri recenti sequestri eseguiti dal Nucleo Tutela patrimonio artistico della polizia municipale, quello della Gancia e dellArco della Zisa, rientrano in progetto mirato a salvaguardare i beni monumentali della città sottoposti a vincolo. In particolare, il complesso monumentale di Villa Napoli, situato in via Francesco Speciale, nel quartiere Calatafimi, è tra i pochi gioielli a mantenere quasi intatti alcuni elementi originari, come la torre normanna che lo sovrasta, in un arco temporale che va dal Medioevo sino alla più recente trasformazione urbanistica del Ventesimo secolo. La torre normanna, trasformata nel Seicento e nel Settecento secondo gli stilemi classici delle ville extraurbane della piana di Palermo, venne inghiottita dallespansione edilizia del dopoguerra. Ulteriori modifiche, poi, furono apportate nel XVIII secolo, periodo al quale risalgono gli affreschi di Vito DAnna che decorano le volte del salone al piano nobile e della chiesetta dedicata a Santa Rosalia. Della preesistenza normanna, scomparsa al di sotto dei rifacimenti di prospetto, venne meno la memoria e la Villa si identificò con il nome della famiglia Napoli, che la cedette poi alla Regione.