Secondo le accuse lintera operazione sarebbe stata gestita in favore del privato e in danno del Comune Project financing, ovvero maxi-fregatura per il Comune di Firenze. Dopo la recente condanna per abuso dufficio in relazione ai lavori del sottopasso di viale Strozzi dellex direttore dellurbanistica Gaetano Di Benedetto, dellex presidente della società del project Firenze Mobilità ed ex ad della Baldassini Tognozzi Pontello Vincenzo Di Nardo, e di Giorgio Formigli della Project Costruzioni, ieri i tre professionisti sono stati rinviati a giudizio dal giudice Anna Favi con altre sei persone e con due società (Firenze Mobilità e Project Costruzioni) per lintero project, gestito secondo le accuse in sistematico favore del costruttore privato e in danno del Comune. Fra gli imputati cè Luigi Di Renzo, già ad della società a maggioranza pubblica Firenze Parcheggi, secondo le accuse premiato per i favori concessi al costruttore privato con quote di una società ed incarichi professionali in Btp. Le accuse, a vario titolo, sono associazione a delinquere, corruzione, truffa aggravata, abuso dufficio. Comune e Firenze Parcheggi sono parte civile. Oltre al sottopasso, con il project (che si è ristretto in corso dopera) sono stati costruiti i parcheggi della Fortezza, Beccaria e Alberti e quello dei bussini. Nelle motivazioni delle condanne per il sottopasso il giudice David Monti è severo anche con la precedente giunta: «Il minimo esigibile era che il Comune di Firenze, che andava a costituire la controparte per un intervento così importante... si dotasse di una adeguata task force di supporto tecnico, contabile, finanziario, ingegneristico su tutti gli aspetti del complesso problema, tale da consentirgli di essere controparte forte di un potere forte come la Btp, una delle maggiori imprese di costruzioni del paese». Niente del genere. Il direttore dellurbanistica Gaetano Di Benedetto «è stato lasciato a svolgere solitarie funzioni di zar del project». A monte, ritiene il giudice, deve esserci stata una decisione del «vertice apicale della città», una sorta di mandato a Di Benedetto a garantire al costruttore «una extrarendita». Nel project financing il privato costruisce a sue spese, assume il rischio di impresa e guadagna su alcune delle opere (nel caso fiorentino i parcheggi). Il tutto senza oneri per la parte pubblica. A Firenze, invece, il Comune non solo si è accollato parte dei costi, ma ha pagato molto più di quanto previsto nel progetto originario, che era ben più complesso del «misero minitunnel», del «tunnellino da nulla» realizzato. Ciò perché Di Benedetto ha steso «un velo di opacità» sullintervento, «a tutto vantaggio della parte privata e dei suoi esclusivi interessi». Non ha nominato un direttore dei lavori, non ha preteso una contabilità effettiva, ha esautorato la task force di esperti di parte pubblica, liberandosi di «possibili interferenze "fastidiose" per gli interessi della concessionaria»: «E stato il garante e lesecutore di questa politica di interessi privati».
FIRENZE - Tutto il project va a processo. Nuovi rinvii a giudizio dopo le condanne per il sottopasso di viale Strozzi
Il direttore dell'urbanistica Gaetano Di Benedetto, il presidente della società del progetto Firenze Mobilità e l'ex assessore della Baldassini Tognozzi Pontello Vincenzo Di Nardo, e Giorgio Formigli della Project Costruzioni sono stati rinviati a giudizio per l'intero progetto gestito in favore del privato e in danno del Comune di Firenze. Le accuse sono di associazione a delinquere, corruzione, truffa aggravata e abuso d'ufficio. Il progetto coinvolge la costruzione di parcheggi e il sottopasso di viale Strozzi. Il giudice David Monti ha condannato i responsabili per l'incapacità del Comune di essere controparte forte nel progetto.
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