Complessivamente i tre centri segnano un passivo di 1,4 milioni Sarà anche vero, come sostiene con passione e convinzione l'assessore comunale Sergio Gaddi, che «la cultura in generale, e i musei in particolare, non hanno mai avuto la missione di fare cassa». Di sicuro, però, il rapporto entrate-uscite dei 3 poli culturali del capoluogo (Museo Civico, Pinacoteca, Tempio Voltiano) è a livelli record. Di passivo. Cosa che non manca anche per le grandi mostre a Villa Olmo, eventi che, però, da anni registrano afflussi record e portano il nome della città nel mondo. Il primo aspetto che colpisce per i musei è di natura prettamente organizzativa: il Comune di Como non ha - questa è la risposta ufficiale degli uffici competenti - i numeri degli incassi scorporati per singola struttura. Come sia possibile è francamente un mistero, ma non resta che affidarsi alla voce complessiva degli introiti messa a bilancio nel 2009 (ultimo anno intero disponibile). In totale, il Museo Civico, la Pinacoteca e il Tempio Voltiano hanno incassato la miseria di 47mila euro. E - fanno sapere sempre da Palazzo Cernezzi - a pochi giorni dalla fine di dicembre - il dato per il 2010 si può considerare perfettamente in linea. Fin qui, dunque, i numeri "positivi" per le casse del municipio. Numeri che, però, spariscono come una goccia nel mare se affiancati alle spese generali (dunque comprendenti energia, personale, manutenzioni ordinarie, restauri, ecc.) sostenute dal Comune per i poli culturali. Ebbene, la cifra 2009 è un milione e 449mila euro. Un numero 25 volte superiore a quello degli incassi. Con un differenziale pauroso per le finanze comunali, che hanno registrato un passivo di un milione e 402mila euro. Dato che si può leggere in un altro modo ancora, cioè quantificando il rapporto tra incassi e spese: i primi coprono le seconde soltanto per il 3,25. Segno che - al netto delle 7mila visite organizzate per le scuole - i 21.357 visitatori delle strutture registrati nel 2009 (8.109 al Museo Civico, 3.236 alla Pinacoteca, 10.012 al Tempio Voltiano) proprio non bastano a dare ossigeno ai conti della cultura a Como. E la crescita globale fino a quota 26mila prevista per il 2010 (sempre al netto delle scuole) non dovrebbe cambiare le cose. «Quando si parla di cultura - commenta dalla Romania l'assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi, Sergio Gaddi - non ci si può fermare soltanto ai numeri. In nessuna città del mondo i musei hanno il compito di produrre utili per le amministrazioni. Ciò non significa che non si debba fare attenzione ai conti dei centri culturali, ma si rifletta sul fatto che nemmeno in America, dove i finanziamenti degli sponsor sono totalmente defiscalizzati, le strutture museali sono concepite per dare utili ai bilanci». «Inoltre - conclude Gaddi - sarebbe impensabile non avere musei a Como, se non altro per il loro valore sociale e culturale. Poi va sempre considerato che la grandissima parte delle spese serve per voci poco comprimibili come il personale, la manutenzione delle sedi, i restauri». Emanuele Caso
Cultura, i musei piangono miseria. Como si aggrappa a Villa Olmo
I tre centri culturali di Como (Museo Civico, Pinacoteca, Tempio Voltiano) hanno registrato un passivo di 1,4 milioni di euro nel 2009. Il Museo Civico, la Pinacoteca e il Tempio Voltiano hanno incassato 47mila euro, mentre il Comune di Como ha sostenuto le spese generali per i poli culturali per 1,449 milioni di euro. Il rapporto tra incassi e spese è di 3,25, con i visitatori che coprono solo il 3% delle spese. L'assessore alla Cultura Sergio Gaddi sostiene che i musei non hanno il compito di produrre utili per le amministrazioni e che la cultura ha un valore sociale e culturale fondamentale.
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