Piazza Mercanti. Broletto minacciato dal degrado Teli alle finestre, buche, pareti scrostate. Ma il Comune anziché riqualificare l'edificio lo trasforma in ufficio LUOGO APERTO. LA LOGGIA OSPITA PERIODICAMENTE MERCATI ED EVENTI, È UN LUOGO D'AGGREGAZIONE DELLA CITTÀ LUOGO CHIUSO. IL COMUNE INTENDE TRASFORMARE LA LOGGIA IN UN CITY CENTER, VALE A DIRE, UN UFFICIO PER I TURISTI E INSIEME UNA SEDE DI EVENTI LUOGO DIMENTICATO. LE FACCIATE, LA PAVIMENTAZIONE E GLI INTERNI DELLA LOGGIA E DEL PALAZZO DELLA RAGIONE TRADISCONO LA SCARSA MANUTENZIONE LA STORIA. PIAZZA DEI MERCANTI RISALE ALLA SECONDA METÀ DEL DUECENTO, ALLORA L'AREA DIVENNE SEDE DEL BROLETTO, UNA SORTA DI TRIBUNALE Sotto quelle volte Palazzo Marino intende aprire un city center, così vengono chiamati ultimamente gli uffici comunali che servano da riferimento per i turisti e abbiano ambizioni da salotto: si pensa a eventi e presentazioni di libri, sotto quelle volte. E dell'ufficio pubblico la Loggia dei Mercanti ha già oggi tutto l'aspetto. Trascurata, nonostante la storia secolare: Loggia e piazza dei Mercanti risalgono alla prima metà del 1200, là gli allora Rettori del Comune decisero di trasferire il Broletto, nell'Alto Medioevo il luogo in cui si amministrava la giustizia. Storia che non interessa a giudicare dallo stato in cui versa la Loggia. Stefano Zecchi, docente di Estetica all'Università Statale, già assessore comunale e oggi presidente della commissione Arredo e Decoro Urbano di Palazzo Marino, ha un sussulto quando gli si chiede della Loggia: «La manutenzione? Una vexata quaestio già quando ero assessore: nessuno che abbia avuto la determinazione alla decisione». Le ampie e rotonde finestre dell'edificio subito sopra le volte della Loggia sono tappate da teli, pure malridotti in alcuni casi, lì per staccarsi. Come si trattasse di un capannone o un garage per il ricovero di mezzi. Molti i punti della facciata in cui convivono i vecchi mattoni rossi e le croste che restano dell'intonaco. Dentro la Loggia, anche buche, e profonde, nella pavimentazione. Le volte portano i segni del tempo passato senza manutenzione. Non bastasse, proprio sotto il porticato ecco una porta assemblata alla bell'e meglio con assi di legno, sul modello delle porte di fortuna che chiudono gli orti di città lungo le tangenziali. Chiude, in questo caso, l'accesso alle scale di sicurezza che conducano al piano sovrastante la Loggia. E, arrivati lassù, all'interno del Palazzo della Ragione, altre pareti da salvare. Vi si trovano anche scritte a pennarello. Ieri il riscaldamento non funzionava e, per questo, ai visitatori della mostra sul Caravaggio si garantiva l'ingresso a prezzo scontato. Questo accade in un museo allestito in un palazzo duecentesco a pochi metri dal Duomo, pieno centro di Milano. «Vexata quaestio», quella della manutenzione e della riabilitazione della Loggia dei Mercanti e del Palazzo della Ragione. In compenso lo storico edificio ha già assicurato un futuro da ufficio e salotto comunale. Il Comune ha arruolato l'architetto Italo Rota, artefice del meraviglioso recupero dell'Arengario insieme a Fabio Fornasari. Si pensa a una scatola trasparente: in modo che da fuori si veda quanto avvenga dentro e viceversa. Ma la Loggia sarà chiusa al pubblico e a quegli eventi che a cadenza stagionale attirano il pubblico. Le bancarelle natalizie allestite ieri, come ogni anno, sotto la Loggia e lungo la piazza, davano in un sol colpo d'occhio la dimensione di quanto si perderà con l'avvento dell'ufficio comunale di domani col city center. Decine e decine di famiglie tra le bancarelle, a scegliere doni. Folla, tradizione e bimbi in visibilio di fronte ai vecchi carillon. Senza contare che proprio l'attrazione esercitata dalle bancarelle impediva a molti di alzare lo sguardo verso quelle finestre secolari ridotte a finestroni da fonderia.