Un nuovo progetto di valorizzazione della Roma antica è stato valutato e approvato nei giorni scorsi dal sindaco Alemanno. In un periodo buio per la cultura, tra Pompei che cade a pezzi e tra i tagli sempre più radicali del governo Berlusconi ai finanziamenti per le Università, si tenta così di salvaguardare uno dei più grandi patrimoni italiani e una delle più importanti fonti di guadagno per la Città Eterna. Un'imponente rete di restauri si appresta quindi a prendere vita, grazie a capitali stanziati sia dal Ministero dei Beni Culturali sia da privati. In tutto più di 60 i milioni già a disposizione del progetto, cui andranno aggiunti altri fondi che saranno utilizzati per il restauro dell'Anfiteatro Flavio, del Foro romano e del Palatino. Primaria sarà la costruzione di un nuovo grande museo, che nel giro di circa sei anni diventerà la "porta" dell'aerea archeologica di Roma e il biglietto da visita per tutti quelli che visiteranno la città. Esso fornirà gli strumenti per leggere e capire il contesto urbano, le sue stratificazioni e i vari percorsi tematici. Oltre ai siti già citati, saranno interessati il Campidoglio, il Circo massimo, i colli Oppio e Celio oltre che la zona del Teatro di Marcello. Nuove attività commerciali saranno inoltre avviate nella zona, tra ristoranti e bar. Un'iniziativa lodevole che permetterà a una città come Roma di ergersi al livello delle altre capitali europee, da sempre più attrezzate e più predisposte alla valorizzazione dei propri monumenti, seppur con un potenziale neanche lontanamente paragonabile all'Urbe.