'Torneremo in piazza con ironia', dicono oggi gli studenti. 'Siamo un movimento intelligente, che sa spiazzare', 'Niente violenza, vi sorprenderemo'. purtroppo, la sorpresa c'è già stata. Le streghe avevano predetto a Macbeth che sarebbe rimasto signore di Scozia finché non avesse visto la foresta di Birnam muovere contro di lui. E sappiamo come andò a finire. Chissà se anche a Giuseppe Valadier venne predetto che la sua Piazza del Popolo sarebbe rimasta intatta finché i capolavori della letteratura non si fossero mossi all'assalto? Perché il 14 dicembre a marciare contro il gioiello del Valadier, a metterlo a ferro e fuoco, c'era un esercito di libri: 'Uno nessuno e centomila' di Pirandello, 'Cecità' di Saramago, 'Cent'anni di solitudine' di Garcia Marquez, 'L'isola di Arturo' di Elsa Morante, 'Il maestro e Margherita' di Bulgakov: la letteratura all'assalto dell'architettura? L'illusione è durata poco. Purtroppo dietro questi divertenti scudi colorati e letterari, sono spuntate le armi più impensate: pale, bastoni, fumogeni, uova, bombe carta, sacchetti di vernice, molotov, bombolette spray e perfino letame". Così, in una nota, Carlo Ripa Di Meana di Italia Nostra. "Palazzo Massimo alle Colonne, in corso Vittorio Emanuele II, capolavoro dell'architetto Baldassarre Peruzzi, porta ancora sulla bella facciata curvilinea l'ombra dello scempio delle scritte - continua - Vero è che nel 1532, dopo i danni e l'incendio provocato durante il Sacco di Roma del 1527, il complesso fu ristrutturato. Dobbiamo parlare di un altro Sacco di Roma? Seri pericoli ha corso Sant'Ivo alla Sapienza, realizzata nella seconda metà del XVII secolo dall'architetto Francesco Borromini. Il Tridente, cioè le tre strade che si irradiano da piazza del Popolo, cuore del centro storico, oggi sono immerse in un'atmosfera surreale, quasi da coprifuoco: i sanpietrini sono stati risistemati, i segni degli incendi delle barricate e delle auto della polizia sono stati in gran parte cancellati. Ma a via del Babuino, sul muro dell'edificio annerito dall'incendio, si nota, accanto a una piccola targa, un simbolo politico in gesso bianco, ora un po' sbiadito. L'altro giorno, sono state gettate uova e sacchetti di vernice contro la facciata di Palazzo Madama. Ci sono state molotov e sfondamenti di vetrine con putrelle attorno a Corso Rinascimento. Tre bombe carta sono esplose in via degli Uffici del Vicario. Scenario da guerriglia urbana anche in Piazza Augusto Imperatore e scontri a Via degli Astalli e sulla scalinata di Santa Maria del Popolo, e qualche "piccolo eccesso", come il lancio di petardi, finiti all'interno dei Mercati Traianei, e nei Fori l'accensione di fumogeni. Visto che ancora oggi i manifestanti proclamano che il loro obiettivo è assediare i palazzi del potere, mi interrogo, con preoccupazione, su quali misure intende adottare il Ministero dei Beni Culturali per fronteggiare questo pericolo".
La protesta non distrugga le bellezze della Capitale
Gli studenti hanno lanciato uova, sacchetti di vernice e bombe carta contro i palazzi del centro storico di Roma, tra cui Palazzo Massimo alle Colonne e Palazzo Madama. La scritta "Uno nessuno e centomila" di Pirandello è stata scritta con la vernice sul muro di Palazzo Massimo. Altri simboli politici sono stati lanciati contro le facciate dei palazzi. I manifestanti hanno anche lanciato petardi e fumogeni nei Mercati Traianei e nei Fori. Il Ministero dei Beni Culturali è stato criticato per non aver adottato misure per fronteggiare il pericolo. La scritta "Torneremo in piazza con ironia" è stata scritta dai manifestanti.
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