Il regalo natalizio degli Uffizi ai fiorentini è arrivato puntuale con la mostra della serie «I mai visti» e Maria Vittoria Rimbotti, presidente degli Amici degli Uffizi, non poteva mancare all'appuntamento che la vede protagonista. Sono dieci anni che l'associazione promuove l'esposizione dei capolavori «nascosti» nei depositi della galleria. Ogni anno un soggetto diverso e un allestimento nuovo. «Il tema degli autoritratti di donne ha attratto la nostra attenzione perché è un argomento attuale spiega Rimbotti Oggi vengono organizzate tantissime mostre, molte delle quali care e per trovare sponsor bisogna che abbiano un certo appeal. Grazie alla forza di questa selezione di opere siamo riusciti a trovare tre finanziatori e abbiamo ottenuto il patrocinio del Presidente della Repubblica». Potrebbero essere definiti i «custodi morali» della galleria, una squadra attenta che si adopera a riflettori quasi spenti, cercando di andare incontro alle esigenze del museo, dove i fondi ministeriali non arrivano. Gli Amici degli Uffizi, istituzione privata e non-profit, sono nati nel 1993, dopo l'attentato dei Georgofili che provocò danni ingenti alle opere della galleria. «L'associazione è stata costituita per essere d'appoggio al museo spiega la presidente Nel tempo abbiamo fatto e continuiamo a fare cose molte importanti: dalle pubblicazioni, alle mostre, fino ai restauri e al reperimento di sponsor, ma la nostra vera mission è l'attenzione continua che gli rivolgiamo. Per fare un esempio, ricordo che nel 1994, l'allora direttrice Annamaria Petrioli Tofani, ci chiese un fax. Non era una grande spesa, ma uno strumento indispensabile per lo svolgimento del lavoro. Ovviamente su interventi come questi non vengono puntati i riflettori, ma sono piccolezze indispensabili per la vita quotidiana della galleria». Dalla manutenzione al restauro fino all'acquisto di nuove opere, il legame tra l'associazione e il museo va avanti grazie a un rapporto consolidato dal rispetto reciproco: «Noi conosciamo bene le difficoltà che affrontano ogni giorno e loro sanno che ci trovano sempre a disposizione. Per l'acquisizione di un quadro si può discutere a lungo, ma ci sono cose indispensabili che vanno fatte nell'immediato. Sono tutti quegli interventi che gli sponsor non hanno interesse a finanziare ma dai quali dipende il buon andamento della macchina museale». «Prestiamo molta attenzione anche all'arte contemporanea aggiunge cercando di suscitare l'interesse di artisti validi per ricevere loro opere. Ovviamente sono tutti lavori che vengono valutati da una commissione scientifica, ma quando vengono accettati diventano parte del patrimonio. Come Amici degli Uffizi abbiamo ricevuto, per esempio, una cartella di disegni da Igor Mitoraj e un autoritratto da Mimmo Paladino. Spesso non ci si rende conto, ma gli Uffizi, non avendo lo spazio per esporre, non possono mostrare al pubblico molte delle opere che possiedono. Quando il primo piano dei Nuovi Uffizi sarà finalmente utilizzabile tireremo un sospiro di sollievo, anche se alla fine lo spazio non sarà mai sufficiente». Tra i prossimi progetti un altro acquisto di un quadro, ma è ancora tutto da definire e Rimbotti preferisce aspettare prima di svelare artista e soggetto, mentre per quanto riguarda i desideri da esprimere la presidente mette in pole position il futuro dell'associazione: «Mi piacerebbe che gli iscritti aumentassero. Siamo già la più grande associazione italiana di amici di un museo, con quasi 8 mila iscritti, ma penso sempre a "Les amis du Louvre" che hanno 80 mila tesserati e vorrei che anche i nostri crescessero. Il mio sogno è arrivare fino a quota 30 mila".
Firenze, Amici degli Uffizi. Rimbotti: Sogno più soci. Come accade al Louvre
Gli Amici degli Uffizi, un'associazione privata e non-profit, ha organizzato una mostra di capolavori nascosti nei depositi della galleria. La mostra, intitolata "I mai visti", è stata realizzata con il tema degli autoritratti di donne. La presidente dell'associazione, Maria Vittoria Rimbotti, ha spiegato che l'associazione è stata costituita nel 1993 per essere d'appoggio al museo dopo l'attentato dei Georgofili. Gli Amici degli Uffizi hanno fatto e continuano a fare molte cose importanti, come le mostre, i restauri e l'acquisto di nuove opere.
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