Lettere al Corriere della Sera - una città mille domande Caro Conti, siamo soci dell' Associazione Dimore Storiche Italiane (sezione Lazio) e le scriviamo per l' ennesima denuncia dello stato di degrado delle vie del centro. Noi proprietari di dimore storiche, sotto il rigido controllo del ministero dei Beni Culturali, spendiamo ingenti risorse personali nella cura e manutenzione dei palazzi storici di Roma. Lo facciamo con spirito di sacrificio ma anche con orgoglio a beneficio di tutta la collettività per mantenere alto il decoro della nostra città. Lo stesso non si può dire dell' amministrazione locale che ci governa, che non riesce ad imporre la legge su chi la viola. Ci rivolgiamo a lei dopo aver tentato tutte le vie possibili per far togliere un cartello pubblicitario in Corso Vittorio Emanuele II (civico 282, Palazzo Sforza Cesarini). L' anno passato dopo una lunga battaglia siamo riusciti ad eliminarlo grazie all' intervento del delegato del sindaco per il centro storico (le nostre lettere di denuncia agli uffici competenti sono risultate inutili) ma dopo poco tempo il cartello è riapparso. Anzi ne sono stati installati diversi lungo tutta la strada. Presidenza dell' Ass. Dimore Storiche Cari lettori, la piaga dei cartelloni pubblicitari ha impestato mezza città nell' arco di un ann0. Ci sono quelli abusivi e gli altri regolari, a mio avviso uno degli errori più clamorosi di questa amministrazione comunale. Aver aumentato il numero delle insegne di questo tipo ha comportato uno spaventoso degrado della città antica. Conosco bene l' azione delle Dimore storiche, ricordo un bellissimo convegno a palazzo Pasolini dall' Onda. Chi è proprietario di un bene del genere lo ama come retaggio proprio ma anche della città. Speriamo che in Campidoglio (e al I Municipio) lo capiscano e intervengano. pconticorriere.it Pagina 10