Ieri notte mi sono addormentato con un sorriso. Sereno per due motivi: avevo appena finito di vedere l' ultima puntata di «Vieni via con me» e avevo ancora addosso una piacevole sensazione, compiaciuta, per la discussione cui avevo partecipato poco prima. Un incontro, gruppo di lavoro, di fatto una sorta di minuscola assemblea cittadina formata da pochissime persone, tutte sinceramente e profondamente motivate. L' architetto Luigi Caprarella, dal quale è partita l' iniziativa, assieme ad alcuni rappresentanti del Comitato Navigli, tutti per parlare di Darsena, dell' acqua che vi deve tornare a scorrere, della ricchezza che essa rappresenta per la nostra città, di come, ahinoi, sia stata deturpata, stuprata da almeno 7 anni di mala amministrazione. Bello vedere poche ma interessatissime persone che ancora pretendono di far partire le decisioni politiche «dal basso», dalla popolazione, dalla cittadinanza. Riprendiamoci Milano, milanesi! Ognuno faccia il suo, ciascuno si organizzi per far capire di non essere un algido menefreghista, che ai cittadini sta a cuore la propria città e non ha voglia né tantomeno bisogno di parcheggi, finte aiolette che vanno a sostituirli o peggio giustificarli. Ben venga allora una sinergia tra «piazza virtuale» e «piazza fisica», movimento di persone pensanti per occuparsi di temi caldi come «l' affaire Darsena» e provare ad istruire le agende politiche, dal basso appunto. La Darsena, quella che ha rappresentato il punto di approdo delle chiatte che portavano a Milano merci e marmi, decimo tra i porti fluviali italiani per capacità di tonnellaggio, nodo di confluenza delle acque della città. Che tenerezza pensare al primo bacino d' acqua che venne chiamato Laghetto di Sant' Eustorgio, dove confluivano le acque del fiume Olona, del Naviglio Grande e del Naviglio Pavese. Fa parte della storia di Milano con i suoi monumenti in parte recuperati con i recenti scavi archeologici: le fondamenta dei Bastioni spagnoli della fine del 1500, il vecchio confine della Darsena dei primi del 1800 e, scoperta inattesa, la prima conca europea, una Conca lignea del 1439 adagiata sul fondo del bacino. Il progetto presentato dalla giunta Albertini prevedeva l' inserimento di un parcheggio a rotazione di 713 posti auto, che avrebbe per sempre modificato l' unicità di questo luogo e di questo monumento idraulico aumentando l' afflusso di auto private nel quartiere. Come si può pensare una cosa simile? Coraggio, diamoci tutti da fare perché la «nostra Darsena» possa tornare ad essere un vanto per Milano, ma allo stesso tempo che la si possa vivere, se ne possa godere, che i giovani ne possano ricavare uno spazio «educatamente usufruibile». RIPRODUZIONE RISERVATA SCAFATI GABRIELE Pagina 7 (19 dicembre 2010) - Corriere della Sera] L' intervento La Darsena e i cittadini: fare politica dal basso Ieri notte mi sono addormentato con un sorriso. Sereno per due motivi: avevo appena finito di vedere l' ultima puntata di «Vieni via con me» e avevo ancora addosso una piacevole sensazione, compiaciuta, per la discussione cui avevo partecipato poco prima. Un incontro, gruppo di lavoro, di fatto una sorta di minuscola assemblea cittadina formata da pochissime persone, tutte sinceramente e profondamente motivate. L' architetto Luigi Caprarella, dal quale è partita l' iniziativa, assieme ad alcuni rappresentanti del Comitato Navigli, tutti per parlare di Darsena, dell' acqua che vi deve tornare a scorrere, della ricchezza che essa rappresenta per la nostra città, di come, ahinoi, sia stata deturpata, stuprata da almeno 7 anni di mala amministrazione. Bello vedere poche ma interessatissime persone che ancora pretendono di far partire le decisioni politiche «dal basso», dalla popolazione, dalla cittadinanza. Riprendiamoci Milano, milanesi! Ognuno faccia il suo, ciascuno si organizzi per far capire di non essere un algido menefreghista, che ai cittadini sta a cuore la propria città e non ha voglia né tantomeno bisogno di parcheggi, finte aiolette che vanno a sostituirli o peggio giustificarli. Ben venga allora una sinergia tra «piazza virtuale» e «piazza fisica», movimento di persone pensanti per occuparsi di temi caldi come «l' affaire Darsena» e provare ad istruire le agende politiche, dal basso appunto. La Darsena, quella che ha rappresentato il punto di approdo delle chiatte che portavano a Milano merci e marmi, decimo tra i porti fluviali italiani per capacità di tonnellaggio, nodo di confluenza delle acque della città. Che tenerezza pensare al primo bacino d' acqua che venne chiamato Laghetto di Sant' Eustorgio, dove confluivano le acque del fiume Olona, del Naviglio Grande e del Naviglio Pavese. Fa parte della storia di Milano con i suoi monumenti in parte recuperati con i recenti scavi archeologici: le fondamenta dei Bastioni spagnoli della fine del 1500, il vecchio confine della Darsena dei primi del 1800 e, scoperta inattesa, la prima conca europea, una Conca lignea del 1439 adagiata sul fondo del bacino. Il progetto presentato dalla giunta Albertini prevedeva l' inserimento di un parcheggio a rotazione di 713 posti auto, che avrebbe per sempre modificato l' unicità di questo luogo e di questo monumento idraulico aumentando l' afflusso di auto private nel quartiere. Come si può pensare una cosa simile? Coraggio, diamoci tutti da fare perché la «nostra Darsena» possa tornare ad essere un vanto per Milano, ma allo stesso tempo che la si possa vivere, se ne possa godere, che i giovani ne possano ricavare uno spazio «educatamente usufruibile».