Non le ho contate, ma sono quasi sicura che siano più o meno la metà. Dovrebbe essere prassi, ma non lo è, non da noi. E quindi bravo sindaco, la sua mancanza di misoginia le fa onore. Il Piano si articola, si aggruma e si dipana. Ma tutto quello che serve per capire, si trova sostanzialmente nella zona blu, chiamata: obiettivi, azioni, effetti. Gli effetti sono divisi in: ambientalisocio economici. E nel riquadro «effetti ambientali» cè scritto sempre, a prescindere dalle azioni e gli obiettivi che dovrebbero determinarli: «Miglioramento generale della qualità dellaria e acustico». È una specie di mantra che si ripete identico pagina dopo pagina. Capisco che sia un problema anche grafico, e che nelle intenzioni del redattore forse quella frase sarebbe dovuta passare come un «principio» e non come una specie di preghiera, ma il risultato è un po buffo. Viene naturale pensare che sarebbe ben strano che il sindaco si proponesse di prendere iniziative volte a "Peggiorare la qualità dellaria" e a "Spaccarci i timpani". Le azioni obiettivo che consentiranno il miglioramento auspicato saranno: il potenziamento del servizio pubblico, la realizzazione di un passante urbano prevalentemente sotterraneo, il completamento della pista ciclabile... un po criptica mi risulta la posizione del Piano rispetto alla tramvia. Quel «verificare lipotesi di realizzazione di un sottoattraversamento» mi sembra più che altro un tentativo di prendere tempo. Ma mi colpisce. Solo quando arrivo allobiettivo Alta Velocità, mi rendo conto del perchè: questo Piano rivela unossessione per il sottosuolo, una tendenza al limite della paranoia per nascondere tutto quanto dove nessuno possa vederlo. Da fuori, per chi arrivi a Firenze, tutto quello che si è fatto non deve essere visto, via, sotto il tappeto. Perchè? Se quanto il Piano promette verrà realizzato, nei prossimi anni la città verrà scavata come un formaggio per far posto a parcheggi, tramvie, passanti. Per garantire il passaggio dellAlta Velocità e inventare da zero uno nuova stazione tutta sotterranea. Dove è finita la vecchia teoria secondo la quale bucare Firenze è come giocare allallegro chirurgo, che ogni volta che sbagli fai bip su qualcosa di vitale? Se è vero quello che dice alla voce cultura, cioè che è necessario passare da modelli ri-creativi a modelli creativi, perchè dovremmo avere paura di far vedere treni, tramvie, automobili? «Far crescere la cultura del contemporaneo» non significa anche promuovere i mezzi di trasporto, i binari, i parcheggi a parti integranti del paesaggio di una città, smettendo di considerarli cose delle quali vergognarsi? Una Firenze «più coraggiosa, più semplice, più bella» non dovrebbe far finta di essere identica alla città di Dante, ad uso dei turisti, mentre sotto vivono, si spostano, lavorano, i fiorentini di oggi. A me questo non sembra molto coraggioso.
FIRENZE - Lossessione del sottosuolo
Il testo descrive il Piano di Firenze, un piano di sviluppo della città che prevede la realizzazione di nuove infrastrutture, come un passante urbano e una stazione sotterranea per la ferrovia ad alta velocità. Tuttavia, il testo critica il piano per la sua enfasi sulla sotterranezza e sulla nascita di "parcheggi, tramvie, passanti" che potrebbero danneggiare l'ambiente e la città. Il testo sostiene che il piano non promuove la cultura del contemporaneo e che la città dovrebbe essere più coraggiosa e semplice, senza fingere di essere identica alla città di Dante per i turisti.
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