Le opere dei napoletani della collezione, Alfano, Di Bello, Fermariello, Longobardi, Pisani e Tatafiore, a via dei Mille Il trasferimento a Caserta era stato voluto dallo stesso gallerista Lucio Amelio Alcune delle opere della collezione "Terrae Motus" di Lucio Amelio tornano a Napoli. Dagli Appartamenti Storici della Reggia di Caserta, da dove sono dal 1992 per volontà del gallerista, si trasferiscono al Pan di via dei Mille, le opere di Carlo Alfano, Bruno Di Bello, Sergio Fermariello, Nino Longobardi, Gianni Pisani e Ernesto Tatafiore. Inaugurazione alle 17.30 (apertura fino al 4 febbraio). Gli autori napoletani della collezione hanno il privilegio per primi di essere esposti di nuovo nella città da dove il progetto "Terrae Motus" era partito. E un timido tentativo ma sembra che il miracolo di rivedere a Napoli una delle raccolte di arte contemporanea "a tema" più note al mondo sembra che si sia avverato. Ci avevano provato in tanti a riportarla a casa senza sortire alcun risultato. I tempi cambiano e forse la distanza dalle tante polemiche degli anni Novanta si possono ritenere definitivamente concluse. Il progetto è frutto della collaborazione del Palazzo delle Arti con la Soprintendenza per i beni architettonici e artistici per le province di Caserta e Benevento e la direzione regionale per i Beni culturali della Campania. Dopo il recente riallestimento di Caserta con la mostra in corso "Terrae Motus, trentanni dopo. Attualità di una collezione" in occasione dellanniversario del terremoto del 1980, al primo piano del Pan si sceglie di presentare solo sei dei 71 artisti della collezione. Ma non solo. I ritratti fotografici di questi 6 protagonisti si ritrovano in alcuni scatti di Peppe Avallone, che documentano le diverse tappe espositive di "Terrae Motus" nel mondo: da Villa Campolieto ad Ercolano nel 1984 al Grand Palais di Parigi nel 1987. Le opere quasi create al ritmo di un sismografo sono esposte singolarmente in ogni sala: la tela lunga più di cinque metri di Nino Longobardi, dipinta durante le frequenti scosse di quei giorni nella di galleria di Lucio Amelio di piazza dei Martiri, "23 novembre 1980" di Ernesto Tatafiore, "Eco-discesa" di Carlo Alfano, "Apollo e Dafne" di Bruno Di Bello, "La credenza" di Gianni Pisani e i "guerrieri" di Sergio Fermariello. Le immagini del sisma del 23 novembre vengono invece documentate dalla sequenza fotografica di scatti di Luciano DAlessandro, un misto tra arte e dura realtà. (r. c.)
NAPOLI - "Terrae Motus" è di nuovo in città
Le opere di sei artisti napoletani, Alfano, Di Bello, Fermariello, Longobardi, Pisani e Tatafiore, provenienti dalla collezione "Terrae Motus" di Lucio Amelio, tornano a Napoli dopo 30 anni. Le opere sono state trasferite dagli Appartamenti Storici della Reggia di Caserta, dove sono state esposte dal 1992. La mostra è stata inaugurata al Pan di via dei Mille e sarà aperta fino al 4 febbraio. Gli artisti napoletani hanno il privilegio di essere esposti di nuovo a Napoli, dove il progetto "Terrae Motus" è partito.
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