Da sempre la Toscana si affida alle robuste spalle dei suoi giganti per godere della luce riflessa da un grande passato. Esiste però anche una Toscana meno nota ai più, che usa quelle stesse spalle per allargare il proprio orizzonte e conquistare uno spazio nel futuro: è la Toscana che presta gli occhi al potente telescopio Lbt, e orecchi alla grande antenna per onde gravitazionali "Virgo", che costruisce laser da record e vanta laboratori di assoluta avanguardia. Considerata dagli esperti la più avanzata del mondo, la sofisticata ottica "adattiva" di Lbt nasce ad Arcetri per scrutare l'Universo profondo, ma è foriera di importanti ricadute industriali. Lo stesso vale per i laser, impiegati oggi non solo e non tanto in attività di laboratorio, quanto in un ventaglio di applicazioni nei campi più disparati. Al settore medicale, all'industria, alla conservazione dei beni culturali sono infatti destinati i laser prodotti dalla El.En., impresa fiorentina con una storia da manuale: a fondarla, trent'anni fa, Leonardo Masotti, pioniere dei laser e precursore del fenomeno - oggi in rapida crescita - dello spin-off di ricerca. Alla periferia di Firenze, lungo lo stesso viale delle Idee che ospita El.En., sorgono il Polo scientifico e l'Incubatore universitario fiorentino: quest'ultimo - come le altre otto realtà toscane della rete Riditt - offre spazi e servizi orientati allo sviluppo di startup, ma nel contempo mira a costruire un più solido ponte tra ambienti della ricerca e della produzione. La sfida è stata raccolta dall'industria locale che ha lanciato di recente il progetto "Firenze Crea Impresa", che tra l'altro prevede la formazione di un gruppo pilota di imprenditori pronti a investire in nuove attività "knowledge based". Se c'è, però, una regione in cui innovazione fa rima con tradizione, questa è la Toscana. Lo dimostra il lungo elenco di realtà interessate a entrare nel Distretto tecnologico dei beni culturali, il cui compito sarà quello di mettere a frutto il formidabile potenziale della regione attraverso una robusta iniezione di competenze e tecnologie: competenze e tecnologie che sono peraltro già disponibili in istituti del Cnr, nel Labec, nel Lens e in vari altri laboratori, oltre che nel celebre Opificio delle Pietre Dure. Il genius loci sarà dunque la base per futuri business ad alto contenuto di cultura, conoscenza e tecnologia? Ne sono convinti i giovani imprenditori di Confindustria Toscana, come sottolinea il presidente Alessandro Colombini, proveniente da quel distretto cartario di Lucca che al binomio tradizione-innovazione deve la sua fortuna (principale polo produttivo europeo del settore e distretto italiano più ecoefficiente): «La nostra regione ha tutte le carte in regola per sviluppare anche economicamente il suo patrimonio culturale, mettendo in rete i luoghi di produzione della cultura con le eccellenze manifatturiere e imprenditoriali. Del resto, per chi ha imparato a fare impresa all'ombra della cupola del Brunelleschi, cultura e innovazione formano un connubio quasi naturale. Ma l'innovazione la fanno gli innovatori, e per questo dobbiamo riuscire ad attrarre nuovi talenti e disegnare nuovi percorsi di vita e di. lavoro». L'UNIONE FA LA FORZA Tutti in Rete Si è appena costituita la Rete toscana degli incubatori d'impresa, a sua volta afferente alla Riditt (Rete italiana per l'innovazione e il trasferimento tecnologico). Scopo dell'iniziativa è ottimizzare le risorse degli 11 incubatori della regione (Polo Tecnologico di Navacchio, che coordina la rete, Pont-Tech , Fondazione Toscana Life Sciences, Grosseto Sviluppo, Polo Tecnologico Magona, Lucca Innovazione e Tecnologia, Innovare in Mugello, Comune di Castelnuovo Val di Cecina, Comune di Minucciano, CsaVRI e Incubatore universitario di Firenze) attraverso la creazione di un unico portale con cui incrociare domanda e offerta di innovazione.