L'idea del presidente Paolo Baratta per le enormi Sale d'Armi da poco cedute dalla Difesa «Ci sono molti Paesi interessati e contribuiranno ai restauri» Dopo la "sdemanializzazione" delle enormi Sale d'Armi dell'Arsenale, la Biennale potrà finalmente investire sul recupero degli storici edifici. Il destino è già segnato: una volta che Comune e Regione avranno concluso la pianificazione ospiteranno i padiglioni nazionali di molti Stati che non hanno avuto la possibilità di possederne uno ai Giardini. Parola di Paolo Baratta, presidente. «Le Sale d'Armi - esordisce - sembrano essere fatte apposta per essere spazi espositivi. Con un intervento importante, ma fattibile, si potrà mettere in moto una macchina per dare questi spazi a Paesi che desiderano da tempo avere un padiglione alla Biennale e avviare il processo di riqualificazione. Pochi giorni fa abbiamo firmato un accordo con il ministro argentino alla Cultura. Ci sono poi richieste dal Cile e interessamenti da Thailandia, Bahrein, Portogallo.Confido che una volta messi a posto gli aspetti istituzionali, si possa attivare questo processo di riqualificazione». In cosa consisterà? «Nella trasformazione dei locali con riscaldamento e condizionamento e quindi guadagnando la possibilità di utilizzo nelle stagioni invernali. L'Arsenale diventa così una "piazzetta" internazionale importante. Troveremo un nome e porteremo qualità in questa zona di Venezia». Come funzioneranno questi accordi? «I locali saranno affidati in concessione agli Stati per una durata che è funzione della cifra che impiegheranno per il restauro. Così ciascuno potrà trovare una soluzione su misura». Sembra così sicuro che gli Stati investiranno... «Sta aumentando la richiesta. Il Bahrein, ad esempio, ha partecipato quest'anno per la prima volta, si è entusiasmato e vuole un padiglione. Poi avremo per la prima volta l'India tra gli espositori e un Paese così vorrà un suo spazio. Se c'è la soluzione avremo senz'altro richieste». Anche il Vaticano, lo ha detto il Sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, intende partecipare alla Biennale. Quali saranno i tempi della trasformazione? "Si potrebbe cominciare il restauro della prima sala già nella primavera 2011». E la conclusione? «L'importante è cominciare bene, poi vedremo. Questo è uno dei casi in cui l'effetto imitativo e la competizione tra Paesi per avere una vetrina permanente alla Biennale scatenerà una specie di gara». Una trasformazione storica, dunque. "E' una svolta fondamentale per la storia della Biennale perché finalmente è arrivato il riconoscimento generale che l'Arsenale è diventato area urbana a destinazione culturale e non più area di magazzini prestati alla Cultura. Ci sono moltissime cose da poter fare, perché le sale sono enormi. Solo l'edificio nord si estende per circa 5mila metri quadrati. Anche per l'edificio sud abbiamo delle idee, ma sono ancora troppo acerbe per poter essere enunciate».
Biennale. All'Arsenale nuovi padiglioni nazionali
Il presidente Paolo Baratta ha annunciato che le enormi Sale d'Armi dell'Arsenale saranno trasformate in spazi espositivi per la Biennale. I locali saranno affidati in concessione agli Stati per una durata che dipenderà dalla cifra che impiegheranno per il restauro. Il processo di riqualificazione potrebbe iniziare già nella primavera 2011. La trasformazione degli spazi potrebbe essere un'opportunità per Paesi che desiderano avere un padiglione alla Biennale. Il Bahrein, l'India e il Vaticano sono già interessati. La trasformazione degli spazi potrebbe essere un'opportunità per la Biennale di aumentare la sua visibilità e di promuovere la cultura.
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