L'opera è costata sedici milioni, cinque provenienti da Bruxelles Solo due concerti in un anno nella struttura di Niemeyer Spiega cortesemente il sito su Internet, all'indirizzo www.auditoriumoscarniemeyer.it: «Il sito è in manutenzione, nei prossimi (sic) giorni sarà nuovamente online con una nuova veste grafica. Ci scusiamo per il disagio». Ma il «disagio» è lunghetto, dura da oltre un lustro. E la "manutenzione», nella realtà vera e non in quella di Internet, in questo caso è un mal di pancia infinito. Prima tre anni di autorizzazioni promesse e cancellate, tra furibonde polemiche ambientali, poi altri tre anni di lavori, poi ancora un'inaugurazione ufficiale a gennaio del 2010, infine 11 mesi di porte quasi sbarrate: così oggi l'Auditorium di 400 posti realizzato a Ravello su progetto del gran vecchio Oscar Niemeyer (103 anni appena compiuti) è come una nave pronta al varo ma che non salpa mai, ormeggiata alla costa amalfitana. E' costata un bel po': circa 16 milioni di euro, secondo voci in attesa di conferma, e fra questi ben 5 milioni già concessi dall'Unione Europea. Che ora chiede, per così dire, di veder le ricevute: contatti informali richiesti da Bruxelles sono infatti in corso fra la Commissione Europea e la Regione Campania, perché Bruxelles vuole chiarire come ha riportato un malizioso articolo del britannico Guardian «per quando sia prevista l'apertura della sala concerti, e quale sia il quadro reale della situazione». Dopo i 5 iniziali, la Commissione Europea dovrebbe elargire altri 3 milioni, secondo i progetti originari, ma ora tutto è congelato in attesa dei famosi chiarimenti: né si può escludere che venga richiesto all'Italia di restituire almeno una parte delle somme già erogate. Non è ancora l'apertura di un'inchiesta, possibile preludio all'avvio di una procedura di infrazione Ue, ma non siamo poi molto lontani: e gli ultimi esempi riguardanti i rapporti fra Ue e Regione Campania come la vicenda dei fondi europei usati per un concerto di Elton John non lasciano sperare bene. Il giudizio finora più severo su ritardi e pasticci vari combinati intorno all'Auditorium, è giunto dall'uomo che è un po' l'anima del progetto culturale ed artistico, il sociologo Domenico De Masi: quello che viene compiuto è «un crimine contro l'umanità, e contro l'Unione Europea». Dopo l'inaugurazione dello scorso gennaio, la struttura è stata utilizzata solo in due occasioni e poi non più. I concerti promessi, le serate culturali, le mostre? Tutto sotto spirito, per ora. L'attesissima estate dei grandi eventi non è mai arrivata. Mistero burocratico, ma fino a un certo punto: l'imbalsamazione non ha infatti un perché ufficiale, ma molti perché nelle guerriglie locali, politiche e amministrative. Gli ultimi mesi sono stati un susseguirsi continuo di litigi e dimissioni di consiglieri, appelli al ministro della cultura Sandro Bondi, petizioni, minacce di denunce. E del resto quella zampata bianca fra le case in faccia al mare, progettata perché i suoi spazi e i suoi suoni ricordino quelli di un'onda, ha sempre diviso le opinioni, comprese quelle degli ambientalisti: bellissima per molti, e fra questi anche qualche esponente di Legambiente; decisamente brutta per altri, e fra questi anche Italia Nostra. L'Auditorium era nato anche per allungare la stagione turistica di Ravello, oltre l'autunno: e questo intento di promozione artistico-culturale aveva giustificato la concessione dei fondi europei. Poi è iniziata l'altra stagione, quella della «manutenzione»: e non si è più fermata.
L'Ue chiede i conti a Ravello per l'auditorium senza musica
L'Auditorium di Ravello, progettato da Oscar Niemeyer, è stato costruito con un budget di 16 milioni di euro, di cui 5 milioni provenienti dall'Unione Europea. Tuttavia, la struttura è rimasta chiusa per oltre un anno e mezzo, a causa di problemi burocratici e di litigi tra le autorità locali. La Commissione Europea ha richiesto informazioni sulla situazione, e si è ipotizzato che l'Italia potrebbe dover restituire parte dei fondi già erogati. Il progetto era stato promosso come un'opportunità per allungare la stagione turistica di Ravello, ma ora sembra che questo progetto sia stato abbandonato.
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