Aidone. Il Comitato tecnico-scientifico per il rientro della Venere, di cui fanno parte fra gli altri la Provincia regionale di Enna ed il comune di Aidone, è già operativo e svilupperà le sue attività in collaborazione, nel rispetto delle specifiche competenze, con la regione Sicilia, la Soprintendenza per i beni culturali di Enna, il Parco archeologico di Morgantina e delle Aree archeologiche di Aidone e dei comuni limitrofi, coinvolgendo associazioni e realtà locali, perché l'evento non si esaurisca nel rientro di una prestigiosa opera d'arte, ma sia anche l'occasione per il rilancio turistico ed economico di un territorio che riscopre e rafforza la propria identità culturale. «Il luogo di provenienza - afferma il Comitato - come è già avvenuto per il rientro degli acroliti e del tesoro di Eupòlemos, attiverà tutte le proprie risorse per far fronte all'evento». Intanto, al Paul Getty museum di Malibù, le operazioni per trasferire la prestigiosa statua, che è stata già presa in consegna dall'assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Missineo, sono già iniziate. E' sicuro che la scultura non farà soste transitorie e sarà montata nella prossima primavera al museo archeologico di Aidone. Dubbi permangono invece sull'identità della statua. «I documenti di imbarco - chiarisce il Comitato - non lo certificano con sicurezza. E' certo che si tratta di uno splendido originale di scultura greca classica, di scuola fidiaca, della fine del V secolo». «Il prof. Clemente Marconi - prosegue - date le circostanze "nebulose" del ritrovamento e in assenza di attributi peculiari, elementi essenziali per stabilire l'identità di tante divinità femminili della scultura della seconda metà del V secolo, propone l'identificazione della statua con Afrodite, sulla base di un'analisi dettagliata del corpo in calcare, del costume e del confronto con una statua, identificata come Afrodite dall'agorà di Atene, anch'essa vestita di chitone ed himation, a differenza di Demètra che, nella scultura di età classica, veste il peplo». Il Comitato porta a conoscenza anche la tesi dell'archeologa Caterina Greco, che, facendo riferimento ad un articolo di A. Giuliano, sostiene trattarsi di Demètra, partendo dalla lettura di un passo delle Verrine di Cicerone, nel quale è descritto il famoso santuario di Demètra ad Enna. Il prof. Giuliano ritenne così che la scultura del Getty fosse una replica, pressoché contemporanea, di questa statua, di cui resta pallida traccia nell'immagine riprodotta su alcune monete di bronzo, coniate ad Enna in età ellenistica. La Greco accoglie la teoria di A.Giuliano e, attraverso un'analisi iconografica comparata con sculture di divinità femminili dello stesso periodo, perviene all'ipotesi che nella statua sia da riconoscere Demètra». Angela Rita Palermo 20122010