Regnano solo erbacce e degrado Nel maggio scorso è stato approvato un progetto per attività sociali Merì L'erbaccia e le canne sono sempre alte, alcuni gazebo semidistrutti, qualche panca divelta o asportata, i giochi per i bimbi e i servizi igienici sommersi dalla vegetazione incontrollata, i cestini dei rifiuti rotti e le carte sparse qua e là. I resti dei precedenti interventi di pulitura riaffiorano ovunque in forma di erbe e canne secche. Ma com'è finita con il parco suburbano di contrada San Giuseppe a Merì? La scorsa primavera avevamo registrato una situazione simile e forse persino migliore oltre alle tante buone intenzioni dell'amministrazione, tra cui l'accelerazione dell'iter per la realizzazione del museo che ospiterà i reperti d'età normanna rinvenuti nell'area, attualmente depositati nei magazzini della Villa Romana di Patti. Torniamo una splendida domenica di dicembre e lo spettacolo è quello descritto. Il parco è ovviamente deserto. L'Antiquarium ancora chiuso. Ripassiamo la sera e persino le luci sono spente. Eppure il 13 maggio scorso il Comune, con delibera di giunta, ha aderito al progetto della società cooperativa Cais di San Filippo del Mela, finanziato dalla Regione e prorogato fino al 31 dicembre 2010. Un progetto di attività socialmente utili per 72 unità da impiegare per la custodia, manutenzione e conservazione del parco e dell'Antiquarium senza alcun onere per le casse dell'ente. Ma a quanto pare gli operai, inizialmente una ventina adesso appena un terzo, si trovano ad operare con zappette, rastrelli e ventagli per la raccolta del fogliame. Non sarebbero infatti autorizzati a maneggiare mezzi meccanici, come tagliaerba o attrezzature simili. Per di più al momento sono rimaste quasi soltanto delle donne. Anche i più volenterosi, in queste condizioni, hanno dovuto fare buon viso a cattiva sorte. È evidente che la convenzione non ha prodotto benefici per il Comune. «Da gennaio vedremo di trovare un'altra soluzione afferma il sindaco Felice Borghese ne discuterò in giunta». Si pensa alla chiusura temporanea del parco e all'uso di diserbanti. Ma è difficile che il Comune si faccia carico della gestione diretta. «Intanto dice il dirigente Angelo Marino, responsabile dell'ufficio tecnico approderà al prossimo consiglio comunale il regolamento per l'attivazione del sistema di videosorveglianza», necessario per la stipula della convenzione con la Sovrintendenza, come la polizza assicurativa sui reperti, la custodia dei locali, l'assunzione in carico delle spese di trasporto dei materiali e della manutenzione. Il sindaco ha conferito al tecnico restauratore Murat Cura l'incarico di «responsabile e coordinatore delle operazioni di trasporto reperti e di allestimento dell'antiquarium». Il Comune ha inoltre presentato un progetto di 675 mila euro a valere sui fondi Fas 200713 per risanare una porzione del parco franata e migliorarne la fruizione attraverso la riqualificazione di un sentiero esistente. Le condizioni esterne del luogo restano immutate dalla scorsa primavera. All'ingresso è ancora affisso il cartello con il divieto di transito. Permangono i paletti e i nastri di delimitazione del precedente cantiere. Finanziato con fondi del Pios 5 per un importo complessivo di 3 milioni di euro e pensato come polo periferico d'attrazione turistica e di richiamo per anziani, bambini e sportivi, il parco, a due anni dal collaudo definitivo, non è ancora valorizzato e frequentato come meriterebbe.
SICILIA - Parco deserto, antiquarium chiuso
Il parco suburbano di contrada San Giuseppe a Merì è stato abbandonato e degrado dopo l'approvazione di un progetto di attività sociali nel maggio scorso. I lavori, finanziati dalla Regione, sono stati eseguiti con zappette, rastrelli e ventagli senza mezzi meccanici, e sono stati condotti principalmente da donne. Il Comune non ha prodotto benefici per il parco e si pensa alla chiusura temporanea e all'uso di diserbanti. Il Comune ha presentato un progetto di 675 mila euro per risanare una porzione del parco e migliorarne la fruizione. Il parco, finanziato con fondi del Pios 5, non è ancora valorizzato e frequentato come meriterebbe.
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