Dopo l'indagine consiliare sui lavori al Municipio il sindaco di Santa Caterina va al contrattacco Santa Caterina Villarmosa. Sarà inviata alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti la relazione che gli uffici e i tecnici comunali hanno prodotto contro deducendo quanto in precedenza affermato dalla commissione consiliare d'indagine per i lavori del palazzo municipale. Ad annunciarlo è stato il sindaco Antonio Fiaccato. «Dalle risultanze emerge che, rispetto a quanto affermato dalla commissione consiliare d'indagine, non c'è una virgola di vero; ho ragione di temere che questa infelice iniziativa sia stata fatta per ingenerare nell'opinione pubblica e negli organi inquirenti il sospetto che questo sindaco fosse un bandito, dimenticando che il sottoscritto ha sempre amministrato in modo trasparente. Questa commissione - ha proseguito il sindaco - forse ispirata da qualche burattinaio deluso, nella sua relazione ha fatto riferimento a leggi e sentenze posteriori ai fatti ai quali si riferisce l'assegnazione dell'appalto; come si può applicare una legge del 2006 ad eventi avvenuti nel 2003 2004?». Il sindaco ha poi portato alcuni esempi sulla base dei quali, a suo modo di vedere, la commissione consiliare d'indagine avrebbe fatto confusione: «Hanno scritto che è stata sforata la somma di 100 mila euro per le competenze ai tecnici ai quali ho conferito l'incarico e che, per legge, avrei dovuto fare un bando di evidenza pubblica; la commissione, tuttavia, ha fatto confusione in quanto ha assommato il coordinamento della sicurezza con il responsabile della sicurezza sforando i 100 mila euro ma dimenticando che si tratta di due figure che non possono essere assommate nella stessa tabella». «Riguardo poi al rilievo della commissione secondo cui avrei affidato due incarichi allo stesso progettista, l'arch. Ippolito, nello stesso anno, anche qui c'è confusione temporale perché ho attribuito un incarico allo stesso Ippolito e, due anni dopo, e non lo stesso anno solare, un altro incarico alla società Litos di cui fa parte lo stesso Ippolito». Riguardo al cambio di categoria dei lavori del palazzo municipale, il sindaco Fiaccato ha precisato: «Il cambio di categoria dei lavori, che ha fatto aumentare l'importo stesso dei lavori, non l'ha voluto né il sindaco né i tecnici, ma la Sovrintendenza di Caltanissetta in quanto il palazzo comunale è stato considerato bene storico da tutelare; appare grave che la commissione non abbia fatto alcun riferimento al nulla osta della Sovrintendenza e alla conferenza dei servizi, una grave omissione». A questo punto, il sindaco ha tirato le somme: «Ho purtroppo ragione di ritenere che i miei timori erano fondati: questa commissione ha portato avanti argomentazioni contro il mio operato del tutto inesistenti e insussistenti: forse per mascherare la mancata approvazione in consiglio del cofinanziamento del secondo stralcio del palazzo comunale? Forse per indurre i cittadini a ritenere il sottoscritto un malfattore e le autorità competenti ad avviare un'indagine fondata sul nulla? O forse per entrambe le ragioni?. Oggi, pur avendo avuto a disposizione un finanziamento per completare il palazzo comunale che abbiamo perso perché il consiglio non ha votato il cofinanziamento, ci troviamo con un palazzo comunale incompleto, con una casa protetta per anziani non aperta e, soprattutto, con una parcella del progettista che ammonta a più di 70 mila euro che il comune deve pagare. A questo punto mi chiedo: chi dovrà pagare tutti questi danni legati al mancato completamento dell'opera? Da parte mia ho disposto l'invio della relazione degli uffici comunali alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti per accertare l'eventuale sussistenza di danni, nei confronti della cittadinanza locale che in questa vicenda è l'unica vittima». C. L. 19122010
SICILIA - La relazione alla Corte dei conti
Il sindaco di Santa Caterina Villarmosa, Antonio Fiaccato, ha annunciato che la relazione prodotta dagli uffici comunali contro la commissione consiliare d'indagine sui lavori al Municipio sarà inviata alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. La commissione aveva fatto affermazioni contro il sindaco, ma Fiaccato sostiene che non ci sono prove e che la commissione ha fatto confusione. Ha anche criticato la commissione per aver fatto riferimento a leggi e sentenze posteriori ai fatti ai quali si riferisce l'assegnazione dell'appalto. Il sindaco ha poi portato esempi per dimostrare che la commissione ha fatto errori e ha fatto confusione.
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