Arriva nell'aula del Tar il caso del campo fotovoltaico progettato dell'Azienda agricola Le Cerinaie. L'impianto, presentato in due diverse versioni, per potenziale produttivo, ha incassato altrettanti "no" da Regione e Provincia. A non convincere è il sito: la collina davanti al borgo, vicina alle località Santa Lucia e Poggio Nibbi. M contro i due stop l'azienda Le Cerinaie ha deciso di fare ricorso al giudice amministrativo. Mercoledì si terrà la prima udienza. L'impianto fotovoltaico da un megawatt su quasi quattro ettari di superfiecie ha incassato anche il parere negativo del Comune di Castelnuovo Val di Cecina, nelle due conferenze dei servizi, l'una della Regione e poi quella della Provincia, necessarie per l'autorizzazione. «Quel progetto è incompatibile con gli strumenti urbanistici, sia con le previsioni del piano strutturale che del regolamento urbanistico - afferma l'assessore al Bilancio Francesco Grassi Nardi -. La Valle del Pavone è una zona di pregio boschivo e paesaggistico. Confidiamo nel giudizio del Tar favorevole alle scelte delle amministrazioni chiamate a pronunciarsi sul progetto per chiudere definitivamente la vicenda». L'assessore Grassi Nardi mette in luce anche un altro aspetto: «Sostenere la controversia in giudizio per l'amministrazione comunale ha un costo che riusciamo a sostenere solo grazie ai proventi della geotermia». Per fermare il progetto è stata fatta anche una petizione, che è stata inviata alle autorità chiamate a valutare l'impianto progettato da Le Cerinaie. «Abbiamo chiesto un parere anche a Vittorio Sgarbi, dato il suo impegno su scala nazionale contro questo tipo di interventi in danno al paesaggio», dicono alcune cittadine del borgo. M.M.