La mostra Nella Cappella Palatina le testimonianze dei seicento anni di vita dellistituto per linfanzia abbandonata Il tesoro dellAnnunziata risplende nella Cappella Palatina del Maschio Angioino. La mostra "Ori e argenti dellAnnunziata" (fino al 6 gennaio, da lunedì a sabato 9-19, domenica e festivi 9-13.30) riporta alla luce il patrimonio accumulato in più di seicento anni dallazione caritatevole dellistituto della Real Casa della Santissima Annunziata, nel cuore di Forcella. Promossa dallassessore agli Archivi storici e alla memoria della città, Diego Guida, "Ori e argenti dellAnnunziata", la mostra esibisce preziosi arredi sacri e un centinaio di oggetti e gioielli, che vengono così a ricongiungersi alle sculture quattrocentesche e ai quadri di stessa provenienza, già esposti nel Museo civico di Castel Nuovo. Una raccolta conservata e dimenticata nel caveau del Banco di Napoli dal 1980, anno di chiusura del brefotrofio della Real Casa, già esposta in parte nel maggio scorso nella sede della banca in occasione di "Maggio dei monumenti", registrando più di tremila visitatori. Uno scoop darchivio dovuto allassessore Mario Guida. «Sono orgoglioso racconta di aver ritrovato questi cinque voluminosi plichi nel caveau della banca grazie a una ricerca tra le carte e i documenti dellAnnunziata. Con la Soprintendenza abbiamo lavorato per la riqualificazione del materiale organizzando una prima esposizione a maggio e ora siamo al secondo appuntamento». Una storia tuttora poco conosciuta quella dellAnnunziata. Ancora oggi allingresso del complesso architettonico, al civico 34 di via dellAnnunziata, uniscrizione latina del Seicento recita: «Questa ricca Casa offre latte ai fanciulli, dote alle nubili, velo alle vergini e medicine ai malati. È sacra a Colei che essendo Vergine e Madre con il suo latte fu vero balsamo del mondo». La vocazione di questo luogo è tutta in questa frase e nelle attività di cura e assistenza allinfanzia abbandonata, accolta nel corso dei secoli nel complesso monumentale composto dalla chiesa e dallospedale (oggi ancora attivi), dal Conservatorio (ex ospizio dei trovatelli ed educandato) e infine dalla Ruota. Quattro braccia di un unico corpo. Tante le storie di bambini "esposti", lasciati allinterno di questa buca quadrata nel muro, murata nel 1875. Le persone in condizioni disagiate li lasciavano in questo marchingegno e la città come un ventre materno se ne faceva carico. I nuovi oggetti allestiti nella cappella Palatina, che si aggiungono ai quaranta pezzi liturgici databili tra il 1600 e il 1800, sono il più delle volte lasciti di famiglie nobili per rimediare ai figli frutto della colpa o anche della povertà. Collane, anelli, bracciali, ex-voto, antichi orologi e anche ciondoli spezzati in due che le madri anonime lasciavano addosso ai figli come segni di riconoscimento, nella speranza che un giorno sarebbero state in grado di riprenderli con sé. Pezzo forte della mostra è una corona di manifattura napoletana del diciottesimo secolo della statua della Madonna dellAnnunziata, detta "delle scarpine", custodita nella cappella dellAddolorata. La Madonna era solita vigilare i piccoli ospiti del brefotrofio. Questo continuo errare le consumava le scarpe che le suore o le balie le cambiavano. Da qui il suo nome. Oggi la statua "in riposo" ne indossa un paio dorato.