Il mar Ligure ha ancora moltissimi segreti da svelare, soprattutto molta Storia da raccontare, assicura Cabella, ma non si tratta soltanto di Beni archeologici. «Un progetto cui ci stiamo dedicando - dice la storica dellarte - è valorizzare e proteggere unimportante e recente scoperta: unàncora di due quintali, la più grande mai trovata nel Tirreno, databile tra il XVI e XVII secolo, che si trova al largo di porto Pidocchio, a trentasei metri sottacqua». Il ritrovamento, così come il lavoro del nuovo ufficio, sarà presentato domani mattina alle 11, nel Salone da Ballo di Palazzo Reale: accanto a Cabella, il direttore regionale per i Beni culturali, Maurizio Galletti, il soprintendente per i Beni archeologici della Liguria, Filippo Maria Gambari e dei Beni artistici e storici, Bruno Ciliento. La scoperta dellàncora è solo linizio di unavventura, come spiega Cabella: «La nave cui apparteneva doveva essere molto grande, probabilmente si trovò in difficoltà per una tempesta: questo ci suggerisce la posizione dellàncora. Era probabilmente di una nave oneraria, da carico. Dobbiamo compiere ancora molti altri studi su quel manufatto, ci riserverà molte sorprese». Làncora per ora studiata in loco e diventerà un piccolo museo sommerso, in collaborazione con lArea marina protetta e il Comune di Camogli: sarà il primo di una serie che Cabella, attraverso il suo ufficio, vuole creare. Il mare è una passione che sintreccia a quella della storia dellarte, per lei: «Ho preso il brevetto subacqueo per fare meglio il mio lavoro, qualche mese fa - spiega Cabella - mi occupo della protezione del Cristo degli Abissi e friggevo sulla motonave dei vigili del fuoco, mentre i sub lavoravano alla pulizia della scultura di Galletti, avrei voluto essere giù: così ho deciso che il mio lavoro dovevo farlo fino in fondo. Amo il mare e ho utilizzato tutte le mie ferie per raggiungere questobiettivo». Anche il Cristo degli Abissi, che leva le braccia a meno 18 metri, al largo di San Fruttuoso di Camogli, diventerà un altro sito "protetto" e corredato da pannelli inox informativi per i sub. «La forza del nuovo Ufficio - indica Cabella - è la grande collaborazione che cè tra gli storici dellarte allinterno della soprintendenza e, ancor prima, con gli archeologi, che svolgono un ruolo insostituibile, sono gli unici ad avere le competenze di lettura del suolo, anche sottacqua». Per lUfficio è solo linizio, anche se i recenti tagli inflitti alle soprintendenze liguri dal ministero per i Beni culturali, potrebbero rischiare di rendergli la vita quasi impossibile: «Il mondo dei sub è molto "pulito" - chiarisce però Cabella - cè una collaborazione che in altri settori difficilmente si trova, spuntano sorprendentemente molti volontari, come i Vigili del fuoco che puliscono la scultura del Cristo degli Abissi senza badare a turni e orari. E così, con la sola passione come motore, le cose si fanno ancora meglio».