Un summit a Parigi sui musei veneziani: illustrati i nuovi allestimenti dopo il restauro. Saranno esposte al pubblico trecento opere in più Venezia ha «portato» a Parigi i suoi nuovi musei, a cominciare dalle Grandi Gallerie dell'Accademia che, dopo una lunga ristrutturazione, saranno riconsegnate al polo museale veneziano e al suo soprintendente Vittorio Sgarbi entro la fine di dicembre, per aprire al pubblico riallestite con il contributo, voluto da Sgarbi, dello scenografo Pier Luigi Pizzi nel prossimo giugno, in occasione della Biennale Arte. L'occasione è appunto l'incontro «Nuovi musei per Venezia» in programma ieri all'Institut National du Patrimoine di Parigi, nell'ambito degli Incontri Europei per il Patrimonio, nati dalla collaborazione dell'istituzione francese con l'Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti. Al centro del dibattito, alcuni dei nuovi spazi espositivi e museali nati o nascenti in laguna in questi ultimi anni: dalle Gallerie dell'Accademia a Palazzo Grimani (ne hanno parlato, con Sgarbi, il direttore del museo Matteo Ceriana e ancora Tiziana Favato e Annalisa Bristot della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia, per gli interventi di restauro. E, ancora, il direttore della Fondazione Musei Civici Veneziani Giandonenico Romanelli, quello di Palazzo Grassi Martin Bethenod - per parlare della Punta della Dogana - e Alfredo Bianchini, presidente della Fondazione Vedova. Ma un'attenzione particolare è stata riservata all'intervento sulle Gallerie dell'Accademia, con un ampliamento della superficie espositiva a 12 mila metri quadrati e una ristrutturazione curata dall'architetto Renata Codello - attuale soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia con l'architetto Tobia Scarpa. E' stato ricordato ieri che per sciogliere il nodo intricato dei percorsi interni, ridisegnando l'assetto del museo, sono stati introdotti al centro di esso una nuova scala e un gruppo di ascensori. Al piano terra lo spazio corrispondente alla chiesa della Carità sarà destinato a riunioni e mostre temporanee, con proprio ingresso, biglietteria e guardaroba. Il museo sarà dotato di un laboratorio di restauro dipinti e di un nuovo laboratorio fotografico. Una sala di regia, con strumentazioni tecnologiche avanzate, permetterà il controllo di tutte le sale e degli impianti di sicurezza. Nel piano interrato sono state realizzate le centrali tecnologiche dei nuovi impianti Con il raddoppio degli spazi, le Grandi Gallerie dell'Accademia potranno esporre almeno altre trecento opere in aggiunta alle quasi quattrocento già oggi in mostra. Attualmente le Gallerie possiedono circa 2500 opere tra dipinti e sculture, ma possono esporne solo 332, più le 80 della Quadreria. Con l'ampliamento le opere esposte potranno quasi raddoppiare, con nuovi capolavori in mostra dal Trecento e all'Ottocento e in particolare una nuova, straordinaria sezione dedicata al Seicento. Ci saranno, tra l'altro due grandi e spettacolari teleri di Sebastiano Ricci, mentre le nuove Gallerie dell'Accademia si spingeranno sino all'Ottocento veneto, con opere importanti di Hayez, Caffi, Favretto o, insieme alle tele di Tiziano, di Veronese, di Carpaccio, di Tiepolo, di Tintoretto (ma l'elenco dei capolavori è assai più lungo), che ancora giacciono "invisibili" nei depositi. La stima dei flussi di visitatori prevede, a regime, un aumento del 40 per cento.
Venezia. Le Gallerie dell'Accademia raddoppiano
I nuovi musei veneziani, tra cui le Grandi Gallerie dell'Accademia, saranno esposti al pubblico entro la fine di dicembre. Il progetto è stato voluto dal soprintendente Vittorio Sgarbi e ha coinvolto lo scenografo Pier Luigi Pizzi. Il museo sarà riallestito con un contributo di 12 mila metri quadrati di superficie espositiva e una ristrutturazione curata dall'architetto Renata Codello. Le Grandi Gallerie dell'Accademia potranno esporre almeno altre trecento opere in aggiunta alle quasi quattrocento già oggi in mostra. Il museo sarà dotato di un laboratorio di restauro dipinti e di un nuovo laboratorio fotografico.
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