Bloccato il progetto per il restauro delle Mura Spagnole. Dopo l'allarme lanciato dalla soprintendenza alla fine del 2000, l'amministrazione comunale aveva affidato all'architetto Pietro Ripa l'incarico (pagato circa 30 mila euro) per progettare una sistemazione definitiva. Il disegno è stato presentato nel 2002 e il vicesindaco Riccardo De Corato, assessore ai Lavori Pubblici, aveva però lanciato l'allarme: «Non abbiamo soldi per finanziare l'operazione, il cui costo complessivo dovrebbe aggirarsi intorno ai 3 milioni di euro. Per questo ricorreremo agli sponsor». Già. Ma dopo due anni di sponsor non c'è traccia, lo stato del monumento peggiora sempre e l'architetto Carla Di Francesco, direttore regionale dei Beni culturali e paesaggistici lombardi, riparte all'attacco: «Quella delle Mura Spagnole è un'immagine di incuria e degrado che non fa onore a Milano». I cedimenti continuano, insomma, le radici degli alberi si infiltrano rendendo pericolante la struttura in molti punti, i rampicanti hanno infestato la pietra. La Di Francesco insiste: «Non si poteva pretendere che la situazione migliorasse da sola. Quindi, torniamo a sollecitare il Comune: dopo l'allarme che avevamo lanciato alcuni anni fa, e dopo una serie di incontri in cui ci era stato prospettato un percorso di interventi, nessuno ci ha più informato di nulla». De Corato allarga le braccia: «La segreteria generale del Comune ha ritenuto che si sarebbe dovuto studiare meglio il contratto da fare con gli eventuali sponsor, per definirne compiti e modalità». In effetti, alcuni mesi fa il tema era tornato alla ribalta e da poco è stata costituita una commissione con rappresentanti della segreteria generale, del settore Demanio e della Pubblicità. L'ingegner Stefano Maranini, direttore del settore Demanio, ammette per conto dell'assessore Pagliarini le molte difficoltà tecniche emerse: «La materia è estremamente complessa, visto che bisogna definire un contratto che leghi diversi soggetti. È un'impresa tutt'altro che facile, anche perché i nostri legali non hanno precedenti cui riferirsi e non vogliamo partire con il rischio di essere bloccati il giorno dopo da qualche ricorso». Punto e a capo, insomma. E lo stesso De Corato lo scorso 7 ottobre è stato costretto a scrivere una lettera dì sollecito a tutte le parti in causa, coinvolgendo anche «per conoscenza» il sindaco e il direttore generale Giorgio Porta. «La mia speranza auspica il vicesindaco è che si possa fare una gara tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre per poi dare il via ai lavori a fine anno». Ammesso che si trovi uno sponsor interessato alla proposta. L'architetto Di Francesco non nasconde i dubbi: «È vero che la pubblicità può essere un aiuto, ma è anche vero che il tema della sponsorizzazione è un po' in caduta: forse sarebbe opportuno che il Comune dimostri maggiore buona volontà mettendo a disposizione soldi propri: in fondo, credo sia un dovere restaurare un monumento della portata delle Mura Spagnole». Il critico d'arte Philippe Daverio, che nei suoi programmi televisivi ha anche inserito immagini delle Mura con le transenne e il cartello «Attenzione Pericolo», sottolinea il portato storico del monumento: «È il più grosso lavoro pubblico del '500 in Europa ed è buffo come i milanesi abbiano deciso di lasciarlo cadere a pezzi». L'ipotesi? «Non credo che sia entrato a far parte della coscienza dei milanesi, anche se stento a capire cosa faccia parte di questa coscienza collettiva, a parte la Scala. Forse le istituzioni, oltre ad un progetto per salvare questi mattoni, dovrebbero trovare il modo per spiegare che non si tratta soltanto di mattoni...». Diversa la tesi del professor Stefano Zecchi: «Tutto quello che fa parte della nostra memoria va conservato e difeso. Ma se ci sono priorità da stabilire, credo che le Mura non siano la cosa più importante: rispetto ad altri monumenti possono aspettare, ovviamente purché non crollino. Ad esempio, mi preoccuperei più delle porte della città, che hanno valore architettonico di gran lunga superiore a quello delle Mura». Intanto, i consiglieri comunali di centrosinistra chiedono con un'interrogazione se siano stati previsti interventi «per prevenire i crolli che minacciano le Mura, ripulirle dalla fitta vegetazione che le avvolge, rimuovere le discariche di rifiuti abbandonate attorno ad esse». Aggiunge il coordinatore Sandro Antoniazzi: «Visto che ci hanno spiegato di avere in bilancio molti soldi a disposizione, ne usino una parte per intervenire su una delle testimonianze storiche più significative di Milano».