Non è un bel momento per Sandro Bondi: sfiduciato dall'opposizione per i crolli di Pompei, criticato per i favori al figlio e all'ex marito della compagna Manuela Repetti, per l'assenza alla prima della Scala e scaricato perfino dal "Giornale dell'Arte" («E un prestanome, un uomo di paglia: deve dimettersi.). Ciononostante il ministro non dimentica i vecchi amici. Come il conterraneo Loris Nelson Ricci, catapultato fino al 30 gennaio al Vittoriano con una personale di ben 140 opere ("Spirito dell'uomo. Spirito del tempo"). Una cornice prestigiosa perla quale Bondi pare si sia speso molto. Galeotta fu una mostra a Pisa nel 1983, quando il ministro era studente di filosofia: strinsero un sodalizio durato anni. Curata da Louis Godart, consigliere del Quirinale, la mostra è promossa dalla società Comunicare organizzando, che gestisce il Vittoriano ed è una delle "predilette" di Beni culturali e Protezione civile. Bondi non è il primo dei generosi: la scultrice Angiola Tremonti, sorella di Giulio ministro dell'Economia, a Milano ha avuto a disposizione la Galleria d'arte moderna.