Elio Sannicandro è Assessore di Bari all'Urbanistica Il Corriere ha affrontato il tema della «qualità» intervistando urbanisti, architetti ed altri operatori del settore molti dei quali lamentavano lo scempio urbanistico delle periferie e, in generale, la scarsa attenzione ad un'architettura di qualità. Questo è un fenomeno non soltanto pugliese ma è tipico degli ultimi cinquanta anni in Italia. Mi permetto di rilevare che affrontare questi temi è già un buon segno e riflette il desiderio di migliorare la qualità dell'ambiente urbano e la vita dei cittadini. D'altronde anche le politiche Europee di coesione sociale concentrano l'attenzione sulle città sollecitando quei processi di trasformazione e rigenerazione urbana che rappresentano la sfida dei prossimi anni contro l'esclusione sociale, le disuguaglianze, le povertà e per consentire uno sviluppo sostenibile basato sulla «green economy». In questa riflessione spero non sia passato inosservato che Bari, negli ultimi tre anni, ha conquistato oltre 30 posizioni nella classifica nazionale di «Legambiente» pubblicata sul «Sole 24 ore» riguardante la qualità urbana delle città italiane. Attualmente Bari è al 54 posto, per la prima volta sopra la media italiana, unica città metropolitana in crescita, prima metropoli del sud, davanti anche a Roma, Milano, Torino e molte altre città del nord. Vi sono anche altri fattori che, soprattutto al di fuori della regione, consentono una percezione positiva di tutta la Puglia con eccellenze in vari settori della cultura, della ricerca, dell'innovazione, delle energie alternative, dell'attrattività turistica basata sulla qualità ambientale e sulle politiche di valorizzazione del territorio nel segno della tradizione e della sostenibilità. Per tornare all'architettura, è vero che a Bari le opere contemporanee di eccellenza si contano sulle dita di una mano ma nelle altre città italiane la situazione non è molto migliore e se a Roma o a Milano possono contarsi su due mani è soltanto una questione di dimensione demografica! Inoltre parlare di Archi-star e di opere di architettura come "landmarks" che caratterizzano positivamente una città e ne condizionano lo sviluppo, può essere vero soltanto a condizione che si migliori generalmente e consapevolmente tutto il tessuto socio-economico e di conseguenza anche la generale qualità dell'abitare. E' fondamentale incidere su elementi strutturali di sistema (cittadini, costruttori, progettisti, formatori, ricercatori, apparato normativo, apparato istituzionale, ecc...) in modo da far crescere la cultura collettiva della città. Soltanto con la crescita culturale (ancor più di quella esclusivamente economica) sarà possibile apprezzare e tutelare i valori paesaggistici e storico-architettonici, recuperare il tessuto edificato esistente e riqualificare le aree marginali o periferiche degradate attraverso interventi che salvaguardino il paesaggio rurale ed il verde, migliorino l'arredo urbano e la dotazione di servizi per la residenza. Al di là delle critiche ed opinabili riflessioni sull'architettura moderna, bisognerebbe comprendere più a fondo il legame tra il sistema universitario e della ricerca (che potrebbe incidere molto di più sulla crescita culturale di un territorio) e il sistema produttivo ed economico che si basa sulle leggi di mercato e, quindi, risponde con offerte di qualità qualora vi sia una corrispondente domanda di qualità. In questo processo di crescita anche le Istituzioni pubbliche possono incidere creando i presupposti per uno sviluppo sostenibile qualora effettivamente si sia sviluppata un'adeguata sensibilità e il "know how" necessario ad una profonda trasformazione culturale. E' quello che l'Amministrazione di Bari si propone di fare predisponendo, dopo oltre 70 anni, il nuovo regolamento edilizio comunale; indirizzando in senso moderno e innovativo la revisione del Piano Urbanistico Generale dopo oltre 40 anni di vigenza del vecchio PRG; rivedendo le regole di progettazione dell'arredo urbano e la cura degli spazi pubblici; approvando il piano paesaggistico di tutela degli elementi più significativi del territorio comunale; affrontando i temi fondamentali della mobilità puntando sul trasporto pubblico, sull'integrazione delle linee ferroviarie metropolitane, sui parche di scambio e sulla mobilità dolce. Inoltre sono stati compiuti importanti interventi di bonifica di siti inquinati ed avviati significativi piani di riqualificazione nei quartieri periferici di san Paolo, Japigia, San Girolamo, San Pasquale e Mungivacca. Sono in corso di definizione ulteriori piani di riqualificazione urbana a Ceglie del Campo, nel quartiere Libertà, a san Cataldo, nonchè sulla ex caserma Rossani e sulle aree ferroviarie centrali per le quali vorremmo trattare il riuso di alcune ampie zone dismesse con le varie società Ferroviarie. Tale politica urbanistica segue il programma dettato dal Piano strategico della Metropoli Terra di Bari che persegue modalità di pianificazione integrata e rappresenta un elemento fondamentale per la visione di sviluppo della nostra città. Inoltre nel Piano strategico sono rappresentate tutte le principali azioni di sviluppo sostenibile riguardanti l'accessibilità e la mobilità, il territorio, l'ambiente e l'energia, le politiche di coesione sociale e quelle di valorizzazione dei beni culturali. Al piano strategico MTB, che in molti farebbero bene a leggere, sono collegate anche le opzioni di sviluppo del territorio in termini di occupazione e di sviluppo sostenibile. Infatti, nonostante il colpevole blocco dei finanziamenti FAS da parte del Governo nazionale e la mancata definizione del-1'accordo di sovvenzione globale sui fondi FESR con la regione Puglia (che sollecitiamo a metterci a disposizione le risorse in tempi brevi), alcuni di quei progetti vanno avanti con le poche risorse disponibili degli enti locali e con il coinvolgimento del partenariato privato. L'obiettivo di crescita va perseguito in una logica di sistema attivando tutte le sinergie e le risorse positive che il nostro territorio sia in grado di esprimere e che, nei momenti più difficili e caratterizzali dalla scarsità, devono emergere con maggiore energia e vitalità.