Viaggio tra biblioteche e archivi, un valore inestimabile e poco conosciuto. Poco accessibili e riccamente finanziati, quelli della Chiesa. Aperti a tutti ma sottoposti a pesanti tagli, quelli dello Stato L'invito è interessante: dopo tre anni di chiusura per lavori straordinari di restauro e ammodernamento, la Biblioteca apostolica vaticana riapre con una mostra che vuole illustrare «il valore culturale, religioso e umano» di questa istituzione, fondata nel 1447 da Niccolò V, facendo conoscere al vasto pubblico il patrimonio di manoscritti, incunaboli, libri, stampe, disegni, fotografie, monete e medaglie, accumulato dal bimillenario potere dei papi. I numeri sono impressionanti, se solo pensiamo ai 50 chilometri di scaffali e a 1 milione e 600mila volumi a stampa, ciascuno d'ora in poi provvisto di un microchip che consenta di controllarne gli spostamenti. La mostra, allestita dall'Opera romana pellegrinaggi negli spazi espositivi del Braccio di Carlo Magno in piazza San Pietro e aperta fino al 31 gennaio, è quasi interamente multimediale. Virtuale è la ricreazione del famoso Salone sistino, cuore della Biblioteca vaticana, con gli affreschi in diapositiva su volta e pareti e i banchi in legno vero, ove è possibile sfogliare alcuni antichi codici in facsimile; virtuali sono gli stretti corridoi tra i libri proiettati sul cartongesso, virtuale il laboratorio di restauro. Un'audioguida automatica, con sottofondo di musica solenne, accompagna l'itinerario veloce tra le sale. E abbiamo appena il tempo di emozionarci davanti al codice autografo di Boccaccio, straordinario editor di Cavalcanti, Dante e Petrarca, e all'originale della Commedia illustrata da Botticelli, e ancora ai manoscritti poetici di Michelangelo. O di commuoverci davanti al multicolore raro codice mesoamericano, struggente testimone sopravvissuto alle tragedie della colonizzazione. O di notare accanto alle pagine di Galileo l'assenza di Giordano Bruno mentre dall'alto un monitor con le pagine della Bibbia di Gutenberg, il primo libro stampato (1455), domina la sala. Nella sezione delle monete la voce in cuffia suggerisce che quel siclo d'argento di Tiro esposto in una vetrina potrebbe con buona probabilità essere stato uno dei trenta denari intascati da Giuda, e calcola il corrispettivo attuale del tradimento, trentaduemila euro. E mentre viene deprecata la sacra auri fames, sullo schermo una carta di credito ruota su se stessa, forse imitazione di 2001: Odissea nello spazio, forse rappresentazione di una trascendente eternità del dio denaro. Quarantacinque minuti in tutto, ci ritroviamo un po' interdetti all'entrata. Rinunciamo al seguito del programma, che con l'Open bus Roma cristiana, frutto di un vantaggioso accordo di epoca veltroniana con il Comune capitolino, prevede il trasferimento alla "St. Peter's prison", ovvero al Carcere Mamertino, una seconda visita multimediale e infine la presentazione di Roma cristiana. Dall'invenzione della stampa il libro è un bene culturale per sua natura democratico, che andrebbe se non toccato almeno visto, ma a dispetto del dispiego di mezzi economici e della spettacolarizzazione in concorrenza con Dan Brown, al visitatore comune la Biblioteca vaticana vera e propria rimarrà inaccessibile. E il pensiero va con simpatia alla grande Biblioteca nazionale centrale di Firenze, dove nonostante le drammatiche mancanze di fondi e di personale, denunciate recentemente anche da left, le visite guidate mostrano scaffalature di libri (ben 6 milioni, per 120 chilometri) e magazzini, nei quali ancora giacciono in attesa di restauro preziosi volumi estratti dal fango dell'alluvione del 1966. Il personale, nel 1978 di 500 addetti, ora è ridotto a 100, e solo grazie a un finanziamento della Cassa di risparmio di Firenze una cooperativa di ragazzi provvede alla distribuzione dei libri. E tuttavia alcuni tecnici iracheni attualmente si aggiornano con gli esperti fiorentini per apprendere le tecniche di recupero, conservazione, catalogazione e digitalizzazione di quanto rimane della Biblioteca di Bagdad, abbandonata durante l'attacco Usa del 2003 con il suo patrimonio di i milione e 500mila libri al saccheggio e all'incendio. La stessa cosa era accaduta nel 1258, quando i Mongoli devastarono la città, gettando nel Tigri una quantità di manoscritti tale da ostruire il corso del fiume. E ricordando che l'intero Archivio storico di Bagdad è ancora sotto sequestro americano in considerazione dei suoi «dati sensibili», torna alla mente che anche a Roma vige una sorta di sequestro su molti documenti dell'Archivio segreto vaticano. Cioè su parte della cosiddetta "materia spirituale", costituita dai documenti diplomatici e dagli atti del Sant'Uffizio, che in base all'accordo tra Stato e Chiesa del 1870 rimase alla Santa Sede. Il "temporale", ovvero la materia notarile e criminale, passò allo Stato, e costituisce l'Archivio di Stato di Roma che ora si trova nel complesso monumentale della Sapienza, sede dell'università dalla fine del 1400 al 1936. Orietta Verdi, responsabile della documentazione notarile e del servizio di restauro, ci accompagna nella visita, a partire dalla grande sala della Biblioteca alessandrina, in cui perfino le librerie di legno, come l'adiacente chiesa di S. Ivo, furono progettate da Borromini. I 60 chilometri di scaffali dell'Archivio ospitano, oltre ai documenti dello Stato pontificio, alcune centinaia di fondi, come quelli degli ospedali romani, di famiglie, di corporazioni religiose, dell'università, migliaia di protocolli notarili e una collezione di 20mila pergamene, la più antica delle quali risale all'anno 883. Un immenso patrimonio a disposizione degli studiosi, che hanno libero accesso alla sala di studio con la semplice compilazione di un modulo: se ne contano una media di 15mila l'anno. La divisione dell'archivio del 1870 non poté essere, per ovvie ragioni, netta. «Tra i documenti più interessanti - Orietta Verdi racconta - si possono rinvenire processi per stregoneria e casi di pedofilia, e anche processi per deflorazione che, in un tempo in cui la verginità era un bene, in realtà nascondono vere storie d'amore. Su queste "carte" possiamo studiare il processo di Beatrice Cenci e le ultime ore di Giordano Bruno. Dal 2000 è in atto una politica dell'Istituto per mettere a disposizione di un pubblico più vasto una documentazione sempre più apprezzata. La battaglia quotidiana si svolge su tre fronti: il restauro, la ricerca e la valorizzazione dei documenti, il funzionamento. Dal 2005 l'annessa Scuola di specializzazione di archivistica, paleografia e diplomatica promuove la formazione di giovani ricercatori superspecializzati». E mi porge il magnifico volume In presentia mei notarii. Piante e disegni nei protocolli dei Notai Capitolini (1605-1875) da lei curato, con Francesca Curti e Stefania Piersanti, a testimonianza del valore di questa attività. Anche perché i documenti, scritti con inchiostri corrosivi che divorano la carta, se non sottoposti a un continuo restauro, sono destinati a polverizzarsi. Così, a fronte del drastico taglio dei finanziamenti dello Stato, che preferisce destinare fondi laici dell'otto per mille agli archivi ecclesiastici, l'Archivio di Stato non si è arreso. «Un pool di sponsor privati ci ha permesso di organizzare, con Michele De Sivo, la mostra Caravaggio a Roma. Vita dal vero, che aprirà il 10 febbraio. Per il restauro dei 30 volumi di "carte" caravaggesche 2.000 euro ciascuno, 35mila per reclutare una squadra di specialisti, che ha scoperto documenti inediti. Ulteriori 40mila sono stati devoluti al funzionamento dell'Istituto: tra pulizia e riscaldamento, abbiamo scelto la prima». Il commiato suona come un allarme e un invito: «Da molti decenni ormai non viene effettuata una nuova ricerca sulle "carte" relative a Michelangelo». «La cultura non si mangia», ha detto Tremonti. E per fortuna. Se è vero che, come ha dichiarato Corrado Passera, amministratore di Intesa San Paolo, per ogni 100 euro di incremento di Pil nel settore culturale, si attivano 249 euro di Pil nel sistema economico generale, di cui 75 nell'industria, la questione è culturale, non economica. E non vorremmo che la frase del ministro fosse una variante della tristemente nota: «Quando sento parlare di cultura, tiro fuori la pistola».
Left
17 Dicembre 2010
La Biblioteca vaticana. Pane e cultura
NO
Noemi Ghetti
Left
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
—
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Corriere della Sera · 5 Feb 2012
Via 101 commissioni, resiste quella di Cavour
la Repubblica · 17 Dic 2008
ROMA - Lacqua filtra nella Domus Aurea
la Repubblica · 17 Dic 2008
ROMA - Ecco il progetto della direttrice del monumento: tornino i giochi nel circo
la Repubblica · 17 Dic 2008
ROMA - Ma il Campidoglio ora frena "Niente show nellAnfiteatro"
la Repubblica · 17 Dic 2008
Sorpresa a Malagrotta, oltre alla discarica una fattoria di 3.500 anni fa
la Repubblica · 17 Dic 2008
GENOVA - Biblioteca universitaria Via libera di Bondi
la Repubblica · 17 Dic 2008
ROMA - Dal sottosegretario Giro ai dirigenti Marchetti e Bottini: "I monumenti non hanno bisogno di pubblicità"
Il Secolo XIX · 17 Dic 2008
LIGURIA - GENOVA - S. Agostino. Quando l'archeologia dialoga con l'architettura
L'Arena · 17 Dic 2008
SANT'AMBROGIO. Per la scuola del marmo 140 anni di grande storia
la Repubblica · 17 Dic 2008
TOSCANA - URBANISTICA: Razzanelli-Matulli, botta e risposta su auditorium e case a Campo di Marte
Il Tirreno · 17 Dic 2008
LUCCA.Il volto di Lucca a cavallo tra Ottocento e Novecento
Il Messaggero · 17 Dic 2008
ROMA - II concerto rock può danneggiare il Colosseo
la Repubblica · 17 Dic 2008
ROMA - Ed è scontro sulla Nannini ai Fori "Dannoso il concerto di Capodanno"
la Repubblica · 17 Dic 2008
ROMA - "Nel Colosseo torni il circo" in scena i giochi del V secolo dC.
il Giornale · 17 Dic 2008
ROMA - Cultura, c'è Fondazione Roma-Museo
L'Eco di Bergamo · 17 Dic 2008
VITTORIO SGARBI: La burocrazia italiana umilia la bellezza
il Giornale · 17 Dic 2008
ROMA - Ricorso al Tar del Lazio contro la proposta di imporre il vincolo all'area dell'ex Velodromo
la Repubblica · 18 Dic 2008
MILANO - Pressing sul Cipe allExpo servono altri 2,3 miliardi
Caserta News · 17 Dic 2008
Unesco, anche Benevento al vertice Monte Sant'Angelo
Italia Oggi · 18 Dic 2008
TURISMO Roma si scopre low cost per stranieri