Pompei ha una nuova soprintendente, Teresa Elena Cinquantaquattro. La svolta irrompe nel pieno della bufera giudiziaria sulla soprintendenza di Napoli e Pompei, mentre la Procura di Torre Annunziata aggiunge ai sette di giovedì altri due avvisi di garanzia. La neo-nominata ha 46 anni e viene dai Beni archeologici della Puglia. S'insedierà dal prossimo mercoledì. I suoi - ormai ex-colleghi di Taranto la definiscono una professionista seria e in gamba: «La persona giusta per un'area difficile come quella». La Cinquantaquattro incarna il cambio di passo del ministero, che nominando lei, la più giovane mai insediata a Pompei, chiude il ciclo dei soprintendenti a un passo dalla pensione. POMPEI. Teresa Elena Cinquantaquattro, 46 anni soprintendente peri Beni archeologici della Puglia, è la nuova soprintendente dell'area archeologica di Napoli e Pompei. Per lei, che si insedierà da mercoledì 22 dicembre, nessun interim. Appare destinata a rimanere a lungo alla guida degli scavi di Pompei la professoressa Cinquantaquattro, laurea in Lettere con indirizzo classico e tesi in Etruscologia ed antichità italiche, un diploma di specializzazione in archeologia classica, un dottorato di ricerca in archeologia, un master in comunicazione pubblica e un diploma dell'Ecole national d'archéologie de Lattes in Francia. Sono terminati, dunque, i valzer dei soprintendenti a tempo che hanno caratterizzato gli ultimi difficili mesi della gestione dell'area archeologica più conosciuta al mondo. Un periodo che ha coinciso con i crolli delle domus e l'inchiesta giudiziaria che ha portato agli avvisi di garanzia anche per l'ex soprintendente Pietro Giovanni Guzzo. La neosoprintendente di Napoli e Pompei, impegnata in questi giorni in un corso di aggiornamento presso il ministero per i Beni e le attività culturali, aspetta di insediarsi nei suoi nuovi uffici pompeiani e napoletani, studiare bene il caso Pompei per poi lasciarsi andare in dichiarazioni sulla nuova impronta che darà alla gestione del sito. I suoi, ormai, ex colleghi di Tarantola definiscono una professionista seria e in gamba: «La persona giusta per un'area archeologica difficile come quella pompeiana». Autrice di venticinque pubblicazioni sui temi dei beni culturali, è la più giovane soprintendente che gli scavi di Pompei, Ercolano, Stabia, Oplonti e il Museo di Boscoreale abbiano mai avuto. Il ministero ha, dunque, cambiato pagina, chiudendo il ciclo dei soprintendenti ad interim ad un passo dalla pensione. Una gestione transitoria non giova, certo, ad un'area archeologica che ha bisogno di una stabilità non solo strutturale. Questa nomina servirà a spegnere, quantomeno, il fuoco delle polemiche sulle scelte precarie fatte dal ministro Sandro Bondi negli ultimi mesi. Tra gli incarichi ricoperti dalla professoressa Teresa Elena Cinquantaquattro emergono quelli di archeologa professionista tra il 1989 e il 1999; tra il 1999 e il 2009 archeologo direttore coordinatore presso la soprintendenza peri beni archeologici di Salerno, Avellino e Benevento; direttore dell'ufficio archeologico e dell'antiquarium di Avella; nel 2009 soprintendente per i beni archeologici del Molise. La Cisl, si è detta felice per questa «giovane soprintendente», ma soprattutto per il suo incarico definitivo. «Finalmente - dice il sindacalista Antonio Pepe - il nostro interlocutore amministrativo non avrà una breve scadenza». La scheda La soprintendente Maria Teresa Cinquantaquattro, secondo il decreto di nomina, dovrà prendere servizio a Pompei a partire da mercoledì. Prenderà il posto fino a oggi occupato dalla soprintendente Papadopoulos. Si tratta della più giovane archeologa indicata dal ministero per guidare il sito di Pompei che è il più visitato del mondo con sei milioni di turisti all'anno tra le rovine della città sepolta dalla cenere del Vesuvio nel 79 dopo Cristo. L'iniziativa Proposte operative ed iniziative dal mondo della scienza e della professione tecnica per supportare le istituzioni dal momento emergenziale alla gestione ordinaria dell'area archeologica di Pompei e degli altri siti vesuviani. È il tema della conferenza organizzata dall'Ordine degli ingegneri della Provincia di Napoli e dall'Università degli Studi Federico II lunedì alle 10 nell'Aula Magna dell'Ordine degli Ingegneri in via del Chiostro 9 a Napoli.