I sindacati. Un documento di solidarietà per Guzzo e gli altri funzionari nel mirino della Procura L'inchiesta. Confermata l'ipotesi di accusa: disastro colposo nei restauri perla domus del Moralista POMPEI. Continua la bufera giudiziaria che si è abbattuta sull'attuale e la passata gestione della soprintendenza a archeologica di Napoli e Pompei all'indomani del crollo della scuola dei gladiatori avvenuto il sei novembre. Ieri la Procura di Torre Annunziata ha emesso altri due avvisi di garanzia, dopo i sette notificati giovedì, a carico di un tecnico dell'ente ministeriale, l'ingegnere Enrico Visciano, e il titolare della ditta «Recos» di Boscoreale, Giovanni Ausiello, che ha svolto i lavori di restauro e messa in sicurezza della casa del Moralista, il cui muro di contenimento è crollato il 30 novembre scorso. I due nuovi avvisi di garanzia sono giunti con un giorno di ritardo, rispetto agli altri, perché alla magistratura servivano ancora 24 ore per formalizzare le accuse ai due nuovi indagati per crollo colposo. Insieme all'ex soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, al direttore degli scavi e vice soprintendente Antonio Varone, al capo dell'ufficio tecnico Valerio Papaccio, all'architetto restauratore Paola Rispoli, al geometra Aldo Borrello, all'ingegnere Enrico Visciano, all'architetto Maria Grazia Del Greco, (ex funzionaria) e alla titolare della ditta «Caccavo», Anna Maria Caccavo, sono stati iscritti nel registro degli indagati Enrico Visciano e Giovanni Ausiello. Per tutti l'accusa è di crollo colposo. Sono indagati perché, secondo il pubblico ministero della procura di Torre Annunziata, Stefania Di Dona, responsabili della progettazione, della pianificazione e della esecuzione dei lavori di ripristino della «Schola Armaturarum» e della domus del Moralista. I provvedimenti sono stati notificati dai carabinieri di Torre Annunziata, coordinati dal capitano Luca Toti. Cruciali perle indagini sono state le conclusioni del supertecnico nominato dalla Procura, il professor Nicola Augenti. In attesa di ulteriori sviluppi nelle indagini, promesse dal capo della procura di Torre Annunziata Diego Marmo, i sindacati della Cgil, Cisl, Uil, Flp, Rdb e Unsa hanno sottoscritto un documento di solidarietà per l'ex soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, il direttore degli scavi Antonio Varone e i colleghi finiti sotto inchiesta. «Le organizzazioni sindacali - si legge nel documento - esprimono piena solidarietà ai lavoratori della soprintendenza raggiunti da avvisi di garanzia. Auspicano, pertanto, che le indagini della Procura di Torre Annunziata, si svolgano nell'intento comune di portare chiarezza in questa vicenda che presenta ancora aspetti lacunosi e coinvolge moralmente tutti i lavoratori di Pompei». I sindacati puntano il dito contro il ministero accusando di «strumentalizzare la vicenda giudiziaria». «Ci auguriamo - scrivono i rappresentanti sindacali - che prima ancora che le indagini siano concluse, i colleghi colpiti da avvisi di garanzia non abbiano a leggere dichiarazioni affrettate, rilasciate dai vertici del ministero per i beni e le attività culturali su organi di stampa, che creano solo strumentalizzazioni».