È la statua scoperta da Lanciani nel 1884 Torna a Ciampino dove fu trovato 126 anni fa il celebre Apollo Pythios. Lascia le scale di Palazzo Velentini, dove era sistemato dal 1948, e va ad impreziosire la mostra che Ciampino promuove (fino al 30 gennaio) nella sala del suo Consiglio Comunale «Ciampino archeologica». E cioè: «L' Apollo Pythios e i reperti dalla contrada Marcandreola». Insieme alla celebre statua vengono esposti anche i reperti rinvenuti nel corso dei lavori del sottopasso dell' Acqua Acetosa e quelli provenienti dallo scavo eseguito nella seconda metà dell' 800 per la realizzazione, sempre in zona, della linea ferroviaria Ciampino-Marino. Si tratta di una operazione culturale di memoria storica, voluta dalla Provincia di Roma e dal comune di Ciampino: per la prima volta infatti vengono riuniti reperti archeologici ritrovati nel tempo e collocati in vari luoghi, dal Museo delle Navi di Nemi a quello delle Terme di Diocleziano di Roma, a quelli recentemente recuperati all' Acqua Acetosa, frutto di ricerche e scavi che hanno avuto come epicentro la località Marcandreola. L' area di Ciampino è stata oggetto di numerose campagne di scavo a partire da quelle di fine ' 800 fino a quelle recenti della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio. Nell' area della Marcandreola hanno scavato Boccanera e Lanciani, alla fine dell' 800, lì dal 2005 è tornata a scavare per i lavori del sottopasso dell' Acqua Acetosa la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio. Dall' area provengono manufatti della lussuosa villa di Quinto Voconio Pollione e di necropoli sulla via Castrimoniense, insieme ad importanti opere infrastrutturali di recente emerse, su tutte una grande cisterna trapezoidale e due tracciati stradali. L' Apollo è il pezzo certamente più pregiato e il presidente della Provincia Nicola Zingaretti ha espresso la disponibilità a lasciarlo a Ciampino: fu rinvenuto dal Lanciani nel 1884, insieme ad altre due statue, un Ercole e un soggetto eroico: alto 1,91 l' Apollo citaredo Pythios, del II secolo d.C., è tornato alla luce durante gli scavi per la costruzione della ferrovia tra Ciampino e Marino, in località Sassone, dove erano state infatti scoperte strutture murarie identificate con la villa di Quinto Voconio Pollione, costruita in età augustea e semidistrutta alla fine del II sec. d.C. In particolare l' ambiente adiacente all' atrio allora definito «tablino», pavimentato a mosaico nero con inserti in marmo bianco e ingresso scandito da colonne doriche di peperino stuccate e dipinte, restituì tre sculture, tra cui l' Apollo, che fu venduto all' asta e acquistato dal Museo Nazionale Romano nel 1886. La scultura dell' Apollo priva dell' avambraccio destro, del braccio sinistro e dell' apparato genitale, presenta alcune vecchie integrazioni in gesso in corrispondenza delle ciocche dei capelli, della punta del naso, del panneggio, soprattutto sul retro, del tripode e del serpente. Ciò detto, è certamente molto bella e suggestiva.