Indagine L' accusa è crollo colposo NAPOLI - Ci sono l' ex soprintendente Pietro Giovanni Guzzo e il direttore degli Scavi Antonio Varone tra i destinatari delle nove informazioni di garanzia emesse dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata nell' ambito dell' inchiesta sui crolli della Schola Armaturarum e della Casa del Moralista avvenuti recentemente all' interno della città archeologica di Pompei. Nei confronti degli indagati è ipotizzato il reato di crollo colposo, e lunedì la Procura affiderà formalmente all' ingegnere Nicola Augenti l' incarico di eseguire la perizia tecnica per stabilire le esatte cause dei cedimenti. Al momento è difficile capire fino a che punto i destinatari delle informazioni di garanzia siano ritenuti dagli inquirenti presunti responsabili dei crolli, o quanto, invece, il loro coinvolgimento nell' inchiesta rappresenti un atto dovuto (nei provvedimenti li si informa dell' avvio delle perizie affinché possano nominare consulenti di parte). Certo è che tra gli indagati ci sono tutti quelli che a vario titolo avevano un ruolo dirigenziale o anche solo legato ai lavori negli Scavi prima del commissariamento, quando, cioè, fu avviata la manutenzione del tetto della Schola Armaturarum. Oltre all' ex sovrintendente e al direttore, l' elenco comprende l' architetto Paola Rispoli, responsabile del procedimento per conto della Sovrintendenza, l' ex capo ufficio tecnico Maria Grazia Del Greco e Valerio Papaccio, attuale responsabile dello stesso ufficio, il geometra Aldo Borriello e Anna Maria Caccavo, rappresentante della ditta che ha eseguito gli interventi. Gli altri due destinatari dei provvedimenti non hanno ancora ricevuto materialmente la notifica da parte dei carabinieri che stanno conducendo le indagini. Sugli sviluppi dell' inchiesta interviene il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi: «Ora mi aspetto che alla luce dell' azione della magistratura, le forze dell' opposizione che hanno chiesto la sfiducia nei miei confronti vogliano guardare con più equanimitá il mio operato». F.B. RIPRODUZIONE RISERVATA Bufi Fulvio Pagina 26 (17 dicembre 2010) - Corriere della Sera] Indagine Coinvolti l' ex soprintendente e il direttore degli Scavi Pompei, nove sotto inchiesta L' accusa è crollo colposo NAPOLI - Ci sono l' ex soprintendente Pietro Giovanni Guzzo e il direttore degli Scavi Antonio Varone tra i destinatari delle nove informazioni di garanzia emesse dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata nell' ambito dell' inchiesta sui crolli della Schola Armaturarum e della Casa del Moralista avvenuti recentemente all' interno della città archeologica di Pompei. Nei confronti degli indagati è ipotizzato il reato di crollo colposo, e lunedì la Procura affiderà formalmente all' ingegnere Nicola Augenti l' incarico di eseguire la perizia tecnica per stabilire le esatte cause dei cedimenti. Al momento è difficile capire fino a che punto i destinatari delle informazioni di garanzia siano ritenuti dagli inquirenti presunti responsabili dei crolli, o quanto, invece, il loro coinvolgimento nell' inchiesta rappresenti un atto dovuto (nei provvedimenti li si informa dell' avvio delle perizie affinché possano nominare consulenti di parte). Certo è che tra gli indagati ci sono tutti quelli che a vario titolo avevano un ruolo dirigenziale o anche solo legato ai lavori negli Scavi prima del commissariamento, quando, cioè, fu avviata la manutenzione del tetto della Schola Armaturarum. Oltre all' ex sovrintendente e al direttore, l' elenco comprende l' architetto Paola Rispoli, responsabile del procedimento per conto della Sovrintendenza, l' ex capo ufficio tecnico Maria Grazia Del Greco e Valerio Papaccio, attuale responsabile dello stesso ufficio, il geometra Aldo Borriello e Anna Maria Caccavo, rappresentante della ditta che ha eseguito gli interventi. Gli altri due destinatari dei provvedimenti non hanno ancora ricevuto materialmente la notifica da parte dei carabinieri che stanno conducendo le indagini. Sugli sviluppi dell' inchiesta interviene il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi: «Ora mi aspetto che alla luce dell' azione della magistratura, le forze dell' opposizione che hanno chiesto la sfiducia nei miei confronti vogliano guardare con più equanimitá il mio operato». F.B.