PALERMO - Torna in aula questa mattina la manovra d'assestamento del bilancio che il governo cerca di far approvare fin dai primi dello scorso agosto. Le divisioni e gli scontri all'interno della maggioranza, però, stanno dando spazio ai franchi tiratori, col rischio che il provvedimento venga affossato. E non solo per il dibattito interno all'Udc che, secondo il capogruppo della Margherita DI, Giovanni Barbagallo, «si è sviluppato tutto sulle dinamiche interne al partito», per cui dalla maggioranza nessuna proposta è stata avanzata sulla crisi economica della Sicilia e sulle riforme da realizzare. I ritardi nell'approvazione delle variazioni di bilancio sono dovute, purtroppo, anche ai problemi presenti tra i parlamentari del centrodestra che non hanno condiviso l'esito del rimpasto del governo Cuffaro. In queste condizioni non sarà facile approvare la finanziaria e il bilancio. Una classe dirigente matura dovrebbe mettere le istituzioni al riparo delle beghe interne ai partiti». Infatti, ieri, è stata ufficializzata anche la spaccatura interna a Nuova Sicilia, che resta rappresentata all'Ars dal solo Domenico Rotella. La contestazione al fondatore del movimento Bartolo Pellegrino, ha portato gli altri tre deputati, Alberto Acierno, Eleonora Lo Corto e Giovanni Cristaudo a costituirsi in un nuovo gruppo parlamentare denominato "Siciliani uniti". Inoltre, sempre in relazione all'assestamento di bilancio in discussione, gli assessori di An Fabio Granata e Raffaele Stancanelli hanno espresso "grande soddisfazione" per la decisione della giunta di governo di non consentire deroghe al piano paesaggistico delle Eolie e di rivedere le norme relative al cosiddetto "condona alla siciliana". In proposito, il presidente della commissione Ambiente e Territorio Nino Beninati il quale sostiene che «l'art.15 del disegno di legge 917A (ovvero la manovra d'assestamento del bilancio, ndr) non comporta un'automatica autorizzazione a costruire, ma prevede un meccanismo normativo più celere, rispetto a quello dell'accordo di programma, (Conferenza del servizi, ndr) per valutare la possibilità che opere di interesse pubblico, come quelle inserite nel Patto territoriale, possano essere realizzate in deroga al Piano Paesistico». Per Beninati, pertanto, «i timori di colate di cemento sono del tutto infondati. Al vaglio della Conferenza dei servizi, come facilmente ricavabile dai progetti, sarebbe, infatti, la realizzazione di tre nuovi alberghi, mentre per altri cinque il recupero di edifici esistenti o un modesto ampliamento. Tutto ciò in aree limitrofe ai centri abitati e in taluni casi al loro interno, con un impatto ambientale estremamente modesto. Nessuna struttura ricade in zone sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta o nella fascia dei 150 metri dal mare». Beninati conclude smentendo che la norma «comporti la cancellazione dell'arcipelago eoliano dall'elenco delle aree riconosciute come patrimonio dell'Umanità dall'Unesco perché l'inserimento delle Isole Eolie in tale lista lo si deve alla importanza internazionale per la vulcanologia e i due tipi d'eruzione. E se, per i due assessori di An, Granata e Stancanelli, «sulla tutela paesaggistica e sull'immagine positiva si gioca un grande progetto di sviluppo della Sicilia, legato alla sostenibilità ed all'identità culturale», per Beninati l'approvazione di quella norma diventerebbe «strumento per lo sviluppo delle Isole Eolie nel rispetto dell'ambiente e delle popolazioni che le abitano».
Eolie, niente deroghe al Piano paesaggistico
Il governo cerca di approvare la manovra d'assestamento del bilancio, ma le divisioni all'interno della maggioranza e i problemi tra i parlamentari del centrodestra stanno facendo difficoltà. La spaccatura interna a Nuova Sicilia ha portato gli altri tre deputati a costituirsi in un nuovo gruppo parlamentare. Gli assessori di An hanno espresso soddisfazione per la decisione di governo di non consentire deroghe al piano paesaggistico delle Eolie. Il presidente della commissione Ambiente e Territorio sostiene che la norma non comporta l'automatica autorizzazione a costruire, ma prevede un meccanismo normativo più celere per valutare la possibilità di realizzare opere di interesse pubblico in deroga al piano paesaggistico.
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