È morto ieri a Verona il professor Alessandro Bettagno, noto storico dell'arte, per anni docente a Ca' Foscari e direttore dell'Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Cini. Era nato nel 1919, e si era laureato all'Università di Padova col professor Giuseppe Fiocco, di cui fu a lungo collaboratore. Chiamato dalla Fondazione Giorgio Cini per l'avviamento dell'Istituto di Storia dell'Arte, promosse la costituzione della Biblioteca e della Fototeca, quindi organizzò una lunga serie di mostre (oltre una cinquantina, di cui ha curato i cataloghi, fra le quali si ricordano quelle su Piranesi, Canaletto, Belletto, Piazzetta, Veronese, Hogarth, Guardi, Moore), dando loro una prevalente natura di ricerca nel campo, in particolare, del disegno Veneto antico e al suo collezionismo. Dopo esserne stato segretario per molti anni, ne fu direttore dal 1989 al 2002, dirigendo collane di volumi e le riviste "Arte Veneta" e "Saggi e memorie di storia dell'arte". Aveva lasciato l'incarico nel 2001, con molte resistenze, ma aveva poi continuato a collabora alle iniziative della Fondazione. Dal 1983 al 1988 fu anche presidente dell'Ateneo Veneto, e nel 1998 diventò presidente dell'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte. E' stato anche insignito delle onorificenze di Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana (1971). «La collaborazione del professor Alessandro Bettagno con la Fondazione Cini è stata lunga quasi quanto la storia della Fondazione. La sua competenza e la sua passione per l'arte hanno significativamente influenzato, nell'arco di 50 anni, lo stile e la stessa politica culturale della Fondazione. Con le grandi mostre dedicate a Canaletto, Guardi, Belletto, Piranesi, Veronese, Hogarth e Moore, Bettagno ha contributo al prestigio e alla notorietà internazionale della Fondazione». Con queste parole, il presidente della Fondazione Giorgio Cini, Giovanni Bazoli, rende omaggio alla figura di Alessandro Bettagno, scomparso, ieri a Verona. La notizia della sua morte ha suscitato grande cordoglio in città. A ricordarlo è il senatore Mario Rigo, attuale capo di Gabinetto del Presidente del Senato, Marcelle Pera, nonché sindaco di Venezia dal 75 all'88. «Sandro Bettagno - afferma - insieme a Pallucchini e a Zampetti, era uno di quegli intellettuali che vivacizzavano la vita culturale della città e la rendevano intensa». Dopo aver ricordato la sua partecipazione alla mostra 'The genius of Venice", inaugurata alla Royal Academy di Londra, alla presenza della Regina Elisabetta e del presidente Sandro Pertini, Rigo cita l'ultima fatica di Bettagno: la curatela della mostra sugli ultimi anni del Canaletto, che si terrà a Palazzo Giustiniani di Roma il prossimo aprile. Una mostra che sarà a lui intitolata. La contessa Teresa Foscolo Foscari rileva come con Bettagno «scompare uno studioso serio e riservato, ben lontano dagli exploit televisivi di certi critici d'arte di oggi. Come cittadina gli sono molto grata per le belle mostre, attente e scrupolose, che ha organizzato alla Fondazione Cini». Non nasconde la sua emozione Enrico Chiari, presidente dell'Associazione degli Amici dei Musei Veneziani, di cui Bettagno era stato socio fondatore e di cui era attualmente presidente onorario. «Era uno degli studiosi italiani più accreditati presso i musei e le istituzioni internazionali. E' stato l'ideatore delle più prestigiose mostre di arte veneziane.» Giandomenico Romanelli, direttore dei Musei Civici, parla di vuoto incolmabile e mette in rilievo i legami internazionali di Bettagno con il mondo anglosassone. Insieme avevano fatto parte del Comitato di settore del Ministero dei Beni Culturali e insieme avevano rappresentato gli interessi della città. Romanelli ricorda anche l'ultima fatica di Bettagno: quella di presidente della Biblioteca dell'Istituto di archeologia e storia dell'arte, che stava rivitalizzando con il suo impegno. Marino Cortese, presidente della Fondazione Querini Stampalia e già vicepresidente della Fondazione Cini, rievoca la passione il gusto e la convinzione con cui partecipava alla vita della città, nemico di tutti i neghittosi. Bettagno avrebbe dovuto tenere una lezione il prossimo 24 novembre all'Ateneo Veneto.
La scomparsa di Alessandro Bettagno inventore delle grandi mostre della Cini
Il professor Alessandro Bettagno, storico dell'arte e docente a Ca' Foscari, è morto a Verona. Era nato nel 1919 e si era laureato all'Università di Padova. Ha lavorato alla Fondazione Cini, promuovendo la costituzione della Biblioteca e della Fototeca e organizzando molte mostre, tra cui quelle su Piranesi, Canaletto e Veronese. Ha curato i cataloghi delle mostre e ha diretto la rivista "Arte Veneta". È stato anche presidente dell'Ateneo Veneto e dell'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte. È stato insignito dell'Ordine al merito della Repubblica italiana. La sua morte ha suscitato grande cordoglio in città.
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