Il parere dell'architetto Alessandro Suppressa Pensi al Villaggio e pensi ai nomi degli architetti che hanno legato il loro nome al quartiere: quelli che hanno lasciato un'impronta diretta, come Giovanni Michelucci con la chiesa e Leonardo Savioli con il disegno delle case; quelli che avrebbero potuto esserci ma poi non se n'è fatto nulla, come il progetto di Leonardo Ricci. «Se dovessi salvare una sola parte della Pistoia del Novecento salverei proprio il Villaggio Belvedere - afferma l'architetto Alessandro Suppressa -. Intorno al centro storico ci sono molte architetture di qualità ma spesso sono slegate dal contesto: il villaggio no. E' un quartiere che è nato in periferia ma che non è mai stato tale. E' un quartiere che ha un'identità ben definita e che si inserisce in modo fluido, quasi naturale, nella trama urbana, collaborando a definire una qualità più ampia dello spazio». Gli appartamenti pensati da Savioli si caratterizzano per il cemento e vista, le specchiature intonacate e gli esili pilastri che affacciano su viale dei Tigli: «Con il suo progetto, Savioli ridefinisce l'edificio familiare superando gli schemi abituali - afferma Suppressa -. L'impianto urbanistico definisce una gerarchia di spazi aperti privati, condominiali e collettivi, capaci non solo di creare una ricchezza di relazioni sociali, ma anche un nuovo rapporto tra la natura e il fabbricato. Tutto il complesso è distribuito secondo un sistema di percorsi a due livelli scandito dai pilastri sottili, che collega, attraversandoli, i quattro lotti abitativi». L.G.
TOSCANA - PISTOIA. Il villaggio è la sola parte del Novecento che salverei
L'architetto Alessandro Suppressa Pensi sostiene che il Villaggio Belvedere sia il quartiere più importante di Pistoia del Novecento. Il villaggio è stato progettato da Giovanni Michelucci e Leonardo Savioli, e si caratterizza per la sua identità ben definita e la sua armonia con l'ambiente circostante. Savioli ha progettato gli appartamenti con elementi come il cemento e la vista, le specchiature intonacate e gli esili pilastri. L'impianto urbanistico definisce una gerarchia di spazi aperti privati, condominiali e collettivi, creando una ricchezza di relazioni sociali e un nuovo rapporto tra la natura e il fabbricato.
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