Il conto del passivo delle società controllate è arrivato a quota 470 milioni In ballo cè sempre la riorganizzazione che dovrebbe ridurre il numero delle partecipate Lazienda dei trasporti deve coprire 125 milioni E ha già lanciato lallarme stipendi Un debito complessivo di 470 milioni di euro a fronte di crediti vantati per 340 milioni. La stima della situazione finanziaria delle società partecipate dalla Regione offre un quadro preoccupante che spiega la necessità della riorganizzazione delle aziende più volte annunciata dal governatore Raffaele Lombardo. Un deficit di circa 130 milioni che riguarda soprattutto le società in cui la Regione è socio unico o di maggioranza. Nel complesso, le partecipate in cui Palazzo dOrleans è socio unico - Ast, Beni culturali, Multiservizi e Sviluppo Italia Sicilia, che impiegano oltre tremila dipendenti - hanno maturato debiti verso terzi per 166 milioni e vantano crediti per circa 110. Nel solo 2009, i costi hanno superato i 166 milioni e le perdite accumulate sono state di circa 4 milioni. Nelle altre società in cui Palazzo dOrleans controlla almeno il 25 per cento, i crediti ammontano a oltre 233 milioni, mentre i debiti verso terzi superano di poco i 300. Nel solo esercizio 2009, le perdite accumulate hanno sfiorato i dieci milioni. È lAst la società con il deficit più importante. Nel 2009, lAzienda siciliana dei trasporti, che conta più di mille dipendenti, ha assunto debiti per 125 milioni a fronte di quasi 70 milioni di crediti vantati da Palazzo dOrleans. Negli ultimi mesi, però, la situazione è migliorata: «La Regione ha recuperato parte delle somme che ci doveva e questo ci ha permesso di pagare gli stipendi e porre rimedio a una situazione complicata», spiega il presidente Dario Lo Bosco. Ad ottobre, lAst aveva inviato una lettera ai sindacati per denunciare le difficoltà nel pagamento degli stipendi a causa della mancata riscossione di quasi 50 milioni di crediti vantati dalla Regione. Nel frattempo, prosegue la riorganizzazione voluta da Palazzo dOrleans che potrebbe preludere a una privatizzazione della società: «Stiamo accorpando tutte le società collegate attraverso la fusione per incorporazione in modo da mantenere solo lAst», racconta il direttore generale Emanuele Nicolosi. Superano i cento milioni di euro anche i debiti della Siciliacque Spa, società mista costituita per il 75 per cento da soci industriali e per il 25 dalla Regione. In questo caso, però, i crediti complessivi porterebbero a un sostanziale pareggio di bilancio. Proprio alla Siciliacque, che conta quasi duecento dipendenti, secondo fonti interne ci sarebbero in vista tre promozioni, ma il presidente Gianluca Galati smentisce: «Stiamo lavorando alla riorganizzazione della società per rispettare le esigenze di contenimento delle spese espresse dalla Regione». Tra i deficit più importanti, spicca poi quello della Mercati Agro Alimentari Sicilia - controllata dalla Regione per il 94,41 per cento - che sfiora i 40 milioni, e quello di Sicilia e-servizi - in cui Palazzo dOrleans è socio di maggioranza - con oltre 35 milioni. Più equilibrata, invece, appare la situazione finanziaria di Multiservizi e Beni culturali, le Spa di cui la Regione è socio unico e che contano circa mille dipendenti ciascuna.