Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo, dice una massima del filosofo George Santayana. I film di Deimantas Narkevicius (lituano, classe '64, ospite fisso in biennali e musei internazionali) sembrano fatti apposta per darle ragione e torto. Grazie allediting magistrale di documentari darchivio, ripropongono archeologicamente le atmosfere doltrecortina, ma cancellano ogni cesura tra ieri e oggi, nostalgia e attualità politica, realtà e finzione. Ripetendo il passato, condannano a ricordare e riflettere. Questa prima retrospettiva italiana di Narkevicius, a cura di Marco Scotini, allinea sei videoproiezioni. Si va dal monumentale Una volta nel XX secolo (2004), che trasforma labbattimento di una statua di Lenin a Vilnius in una cerimonia di erezione, davanti alla stessa folla plaudente, allo struggente Scomparsa di una tribù (2005), fino ad Ausgetärumt (Lattimo prima del risveglio, 2010), un corto che ritrae la band del figlio teenager mentre suona in una vecchia cooperativa operaia di Vilnius, affondata nella neve. Le parole ironiche della canzone, scettiche verso il futuro, condividono lo spleen di milioni di coetanei in bilico sullorlo del nuovo millennio. Da vedere.
Narkevicius - Lenin ritorna sul piedistallo
Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo, dice una massima del filosofo George Santayana. I film di Deimantas Narkevicius (lituano, classe '64, ospite fisso in biennali e musei internazionali) sembrano fatti apposta per darle ragione e torto. Grazie allediting magistrale di documentari darchivio, ripropongono archeologicamente le atmosfere doltrecortina, ma cancellano ogni cesura tra ieri e oggi, nostalgia e attualità politica, realtà e finzione. Ripetendo il passato, condannano a ricordare e riflettere. Questa prima retrospettiva italiana di Narkevicius, a cura di Marco Scotini, allinea sei videoproiezioni. Si va dal monumentale Una volta nel XX secolo (2004), che trasforma labbattimento di una statua di Lenin a Vilnius in una cerimonia di erezione, davanti alla stessa folla plaudente, allo struggente Scomparsa di una tribù (2005), fino ad Ausgetärumt (Lattimo prima del risveglio, 2010), un corto che ritrae la band del figlio teenager mentre suona in una vecchia cooperativa operaia di Vilnius, affondata nella neve. Le parole ironiche della canzone, scettiche verso il futuro, condividono lo spleen di milioni di coetanei in bilico sullorlo del nuovo millennio. Da vedere.
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