Nuovo soprintendente e nuovi sviluppi per le due inchieste su Pompei che potrebbero diventare tre. Una giovane e preparata soprintendente per Pompei appena nominata e già "insidiata" da un possibile ricorso. Il 22 dicembre firmerà il contratto Teresa Elena Cinquantaquattro, napoletana, 47 anni, a capo della soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei dal primo gennaio, alla scadenza del mandato di Jeannette Papadopoulos. Si prospetta un ricorso del suo collega più anziano, Angelo Maria Ardovino, uno dei vertici della Direzione generale per le antichità del Mibac, la cui nomina era stata avviata e poi bloccata. Intanto i dipendenti della soprintendenza esprimono solidarietà ai nove colleghi che hanno ricevuto altrettanti avvisi di garanzia per il crollo della Schola armaturarum. "Auspichiamo - si legge nella nota a firma di Cgil, Cisl, Uil, Flp, RdB e Unsa - che le indagini della Procura di Torre Annunziata si svolgano nellintento comune di portare chiarezza in questa vicenda che coinvolge moralmente tutti i lavoratori di Pompei". I sindacati condannano le "dichiarazioni affrettate rilasciate dai vertici del ministero che creano solo strumentalizzazioni politiche". Ma per la Procura diretta da Diego Marmo, dopo linchiesta sui crolli e sul restauro del teatro, si aprono nuovi filoni di indagine e non si esclude che si facciano strada altre ipotesi di reato, questa volta riguardanti i bilanci e le spese, i fondi europei di una soprintendenza che conta su 20 milioni di euro di incassi annui. Del resto gli avvisi di due giorni fa erano un "atto dovuto" in vista della rimozione delle macerie della Schola. Lequivalente degli avvisi di garanzia che vengono notificati a tutti i medici, contestualmente a unautopsia. Il resto dellinchiesta chiarirà, con nuove notifiche, quali e quanti soprintendenti, commissari straordinari, direttori degli Scavi e funzionari dellufficio tecnico o di altri uffici, oltre a ditte esecutrici dei lavori e in quali precise epoche hanno avuto responsabilità nei crolli.