Progetto hi-tech per catalogare i siti d'arte sottomarini nel Sud d'Italia Archeomar è il nome del progetto che mira a cen-sire i beni archeologici sommersi nei tratti di mare lungo le coste delle regioni di Campania, Basilicata, Puglia e Calabria. L'iniziativa è coordinata dal Servizio documentazione della direzione generale per i beni archeologici del ministero per i Beni e le attività culturali, con la collaborazione delle soprintendenze per i beni archeologici delle quattro regioni, e si propone di individuare, catalogare e valorizzare il patrimonio artistico sommerso con l'obiettivo di fare, è il caso di dire, emergere opere d'arte come in passato è accaduto ai Bronzi di Riace e alla "Testa del filosofo". Le attività di archeologia marina nel contesto del progetto Archeomar non si propongono, se non in casi eccezionali e partico-larmente significativi, di procedere al recupero delle opere, bensì di produrre una mappa il più possibile dettagliata contenente informazioni capaci, tra l'altro, di favorire il turismo nelle quattro regioni coinvolte. Quattro fasi. Archeomar ha preso il via lo scorso primo aprile e si articola in quattro fasi operative. La prima prevede la raccolta e l'organizzazione di tutte le informazioni già a disposizione, che vengono elaborate da un sistema informativo territoriale o Gis (Geographical information System) al fine di individuare le aree marine nelle quali effettuare le ricerche. Nella seconda fase si procede ai rilievi in mare con mezzi nautici e strumentazione capace di raggiungere i 500 metri di profondità. La terza fase serve per classificare i nuovi dati raccolti e per dare il via alle attività di formazione e sensibilizzazione. Infine la quarta fase produrrà materiale informativo e divulgativo come atlanti fotografici e mappe dei fondali, nonché documenti volti ad aiutare il lavoro delle forze dell'ordine impegnate nella tutela del patrimonio culturale. Le tecnologie. La piattaforma del sistema informativo territoriale, pienamente compatibile con il Sitia (Sistema informativo territoriale integrato per l'archeologia) del ministero per i Beni e le attività culturali, è sviluppato dalla società Sinergis di Trento e si basa su tecnologia Arcgis capace di operare con sistemi Windows e con i più diffusi linguaggi di programmazione come Visual Basic, Java e Xml (Extended markup language). Il sistema gestisce le informazioni secondo il modello a oggetti, cosa che rende possibile l'analisi dei dati da diversi punti di vista e la creazione di.modelli tridimensionali. I rilievi, le riprese video e le fotografie sottomarine saranno effettuate da unità di tipo Remote operate veichle (Rov), piccoli sottomarini filoguidati il cui posizionamento verrà calcolato impiegando apparecchiature acustiche di tipo Usbl (Ultra short base line) e Ssbl (Super short base line). Le imbarcazioni di superficie manterranno il costante rilevamento delle loro posizioni con sistemi satellitari Gps (Global positioning System) e Wad-gps (Wide area differential Gps) per le aree lontane dalla costa. Le imprese. Il progetto ha una durata complessiva di diciotto mesi e vede la partecipazione dell'associazione temporanea di imprese alla quale concorrono, oltre a Sinergis, la capofila Nautilus di Vibo Valentia, la francese Comex con sede a Marsiglia, Geolab di Napoli, Cooperativa Archelogia di Firenze, l'impresa Dario Silenzi di Roma, Tesi di Genova e Arena Sub di Messina.
Caccia al tesoro sommerso
Il progetto Archeomar mira a catalogare i siti d'arte sottomarini nel Sud d'Italia. La collaborazione tra il ministero per i Beni e le attività culturali e le soprintendenze per i beni archeologici delle quattro regioni coinvolte si propone di individuare, catalogare e valorizzare il patrimonio artistico sommerso. Le attività di archeologia marina si concentreranno sulla produzione di una mappa dettagliata, senza procedere al recupero delle opere. Il progetto si articola in quattro fasi operative: raccolta e organizzazione delle informazioni, rilievi in mare, classificazione dei dati e formazione e sensibilizzazione.
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