Crolli a Pompei: arrivano 9 avvisi di garanzia. E il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, che respinge ogni responsabilità, lancia un appello agli «ex-compagni» per il ritiro della mozione di sfiducia che slitterà a gennaio. Ma dal Pd arriva il «no». Roma. Sui i crolli di Pompei scattano nove avvisi di garanzia per l'ipotesi di disastro colposo. Ma il ministro dei Beni culturali, Bondi, che respinge ogni responsabilità sull'accaduto, lancia un appello agli ex-compagni del Pci per implorare il ritiro della mozione di sfiducia, destinata a slittare a gennaio. Alle prese col doppio ruolo di ministro e coordinatore del Pdl, Bondi si mostra iperattivo soprattutto contro gli ex-alleati di Fli. Dopo aver inviato una lettera a Napolitano per sollecitarlo a valutare il ruolo di garanzia del presidente della Camera, ieri ha rincarato la dose sulle colonne de "Il Giornale", accusando Bocchino di averlo "chiamato più volte in questi due anni di governo, con tono arrogante e minaccioso, per chiedere che il ministero finanziasse soggetti cinematografici prodotti da appartenenti alla sua famiglia e riguardanti sua moglie". Un affondo al quale il capogruppo di Fli reagisce parlando di "falsità e diffamazioni" e annunciando querela: "Bondi dovrà provare in tribunale i suoi vaneggiamenti, spiegando anche perché ne parla solo ora". I toni dello scontro politico tra gli ex-coinquilini del Pdl restano altissimi. E il primo a farne le spese potrebbe essere proprio il ministro dei Beni culturali, sul quale pende la mozione di sfiducia presentata dal Pd dopo il primo crollo di Pompei, e oggetto di tentazione per Fli. La votazione era stata calendarizzata per la prossima settimana, ma ieri è stata inserita in coda all'agenda di mercoledì (ultimo giorno di lavoro alla Camera prima della pausa natalizia) e con ogni probabilità slitterà a metà gennaio. L'ennesimo rinvio che la dice lunga su quanto il Pdl tema questo banco di prova per la tenuta della sua esile maggioranza. Fino a qualche settimana fa, i finiani sembravano orientati verso l'astensione per evitare lo scontro frontale. Ma ora, sull'onda delle invettive incrociate seguite alla fiducia, sono pronti ad attestarsi sulla linea dura. Anche alla luce del tentativo "patetico", secondo Granata (Fli), compiuto ieri da Bondi per accattivarsi le simpatie del Pd. "Siccome riconosco ancora nei principali leader della sinistra, in particolare a Bersani, Veltroni e Fassino - ha scritto in una lettera aperta pubblicata su "Il Foglio" - un residuo di concezione seria della politica e di rispetto nei confronti dell'avversario politico (questo almeno è quanto ho imparato nella scuola del Partito Comunista) vi chiedo di fermarvi". La risposta è picche. "Non credo proprio che ritireremo la mozione", taglia corto il capogruppo del Pd alla Camera, Franceschini, con la benedizione di Bersani. "Non avevo alcun dubbio che il cattolico Franceschini fosse a favore della sfiducia nei miei confronti", ribatte piccato l'ex-comunista Bondi, riservando al leader democratico l'epiteto di "cinico". Tanto basta a Granata per tagliare la testa al toro: "Va sfiduciato due volte. Sia per la manifesta incapacità politica e culturale, sia per la faccia tosta e la mancanza di dignità". Quale che sia l'esito della mozione, a Pompei restano le macerie della Domus di Gladiatori e della Casa del Moralista. Secondo Bondi i crolli sarebbero stati causati dall'inesorabile usura del tempo, ma l'inchiesta della procura di Torre Annunziata procede sull'ipotesi di disastro colposo. Tra i destinatari dei nove avvisi di garanzia, anche l'ex-soprintendente Pietro Guzzo e il direttore degli scavi, Antonio Varone. "Se si è giunti a questo - commenta il sindaco di Pompei - qualche dimenticanza deve essere stata intravista". 17122010
Crollo di pompei, 9 avvisi. Appello di Bondi ai compagni Pd
Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, ha respinto ogni responsabilità per i crolli di Pompei, accusando gli ex-coinquilini del Pdl di "falsità e diffamazioni" per averlo accusato di aver chiamato più volte per chiedere finanziamenti per soggetti cinematografici prodotti da appartenenti alla sua famiglia. Il Pd ha presentato una mozione di sfiducia contro Bondi, che è stata inserita in coda all'agenda di mercoledì e con ogni probabilità slitterà a metà gennaio. Il Pdl ha risposto con una lettera aperta di Bondi, in cui chiede il ritiro della mozione di sfiducia.
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