Floridia. Il consigliere Nino Battello lancia l'allarme. La Regione fa i piani paesaggistici senza i Comuni Floridia. «Il territorio è a rischio». Lo afferma il consigliere comunale del Pdl, Nino Battello. Il pericolo, a suo avviso, è che una legge regionale sul Piano paesaggistico non tenga conto della concertazione comunale. «Sono convinto - dice Battello - della necessità di dotare la Regione di un piano paesaggistico. Però i metodi coi quali si organizza questo strumento di così vasta portata risultano essere irrispettosi di qualunque prassi giuridica. I piani provinciali regionali - spiega - o comunali, come quello di Siracusa, sono redatti dagli studi di settore, da consulenti esterni, i quali, senza relazione alcuna con le dinamiche, le ambizioni e le necessità territoriali, intendono governare il territorio. A oggi, nel chiuso delle Soprintendenze, sono stati redatti piani da consulenti esterni che, senza alcuna relazione con le dinamiche, le ambizioni e le necessità territoriali, intendono governare" proprio il territorio». Per Battello, i piani dovranno essere comunque notificati: «Fra poco - continua - tutti i comuni dovranno presentarsi presso l'assessorato competente per vedersi notificato un piano paesaggistico pre-confezionato al quale, se vorranno, potranno opporre qualche osservazione, che, dopo esser stata valutata dallo stesso assessorato proponente, rischia di essere respinta in pochi minuti: i Comuni, gli enti locali, avranno la possibilità di macchiare alcune pagine d'inchiostro mentre il governo del proprio territorio gli viene espropriato e consegnato ai soprintendenti: basta guardare quanto succede a Caltanissetta o a Ragusa». Con una particolarità: la stessa legge «prevede che vengano effettuati rilievi e studi da parte delle soprintendenze e su queste tavole inizino le concertazioni fra gli enti, le amministrazioni, le associazioni affinché, nella concertazione, ognuno possa fornire il proprio contributo ed esprimere le proprie esigenze». Di fatto «Ora abbiamo piani paesistici già elaborati e normati, senza che vi sia stato un accordo o un confronto, se non la sporadica richiesta di trasmissione, e questo per i comuni più fortunati, di alcune cartografie: a breve dovremo accantonare i nostri piani regolatori, sospendendo ogni attività. Rispettiamo le prerogative dei Consigli comunali, degli uffici comunali e il parere degli ambientalisti: certezza di diritto, per non spezzare il rapporto coi cittadini». Roberto Rubino 17122010