Vincolo del ministero sui sette ettari acquistati nel 98 dal gallerista Morra Sette ettari di vigne dei certosini, camminamenti, vialetti, cisterne, muri, recinzioni, eremi, un complesso sistema idrico e di coltivazione che ci riporta soprattutto allidea di un giardino sacro. La vigna di San Martino, la parte di verde dove i monaci "evadevano" periodicamente secondo la regola del loro fondatore, san Bruno, nel cosiddetto "desertum", dove si muovevano tra eremi e passeggi. Questa parte, proprio sulle pendici della collina di San Martino, dal lato che dà sul corso Vittorio Emanuele, fu acquistata da un privato, il gallerista Giuseppe Morra, nel 1988. E ora è stata riconosciuta bene monumentale di interesse storico, architettonico e paesaggistico. Un provvedimento che si aggiunge al vincolo paesaggistico imposto nel '67. In Campania il secondo esempio di un pezzo di paesaggio vincolato come monumento, dopo la Fagianeria borbonica del sito reale di Portici. E il primo a Napoli. Singolare anche perché il provvedimento ministeriale è stato auspicato dallo stesso proprietario, Morra. «È stata la vigna che ha scelto me», ha detto ieri alla presentazione del provvedimento. Il vincolo monumentale prevede che tutti gli interventi futuri sulla vigna di San Martino e sui manufatti (edifici, sentieri, fontane, rete idrica) saranno di restauro conservativo filologico, sotto la tutela dello Stato. Morra, che dirige il Museo Nitsch e gestisce, con il Palazzo dello Spagnuolo alla Sanità, anche Palazzo Bagnara di piazza Dante, dove si è svolta la conferenza stampa di ieri, ospite donore il soprintendente Stefano Gizzi. Lo studio per il vincolo è stato elaborato dalla paesaggista Maria Luisa Margiotta, come ha ricordato Mario De Cunzo. Dibattito aperto su quale sarà ora la destinazione della Vigna di San Martino, che è sostenuta da un numeroso fan club di assidui frequentatori. «Attendiamo indicazioni dalla soprintendenza - ha detto Eleonora Puntillo, giornalista e cultrice di speleologia e urbanistica e da sempre al fianco di Morra nella valorizzazione della tenuta - per aprire al pubblico in occasioni sempre più numerose». (s. cer.)
NAPOLI - La Vigna di San Martino diventa bene monumentale
Il ministero ha riconosciuto il vincolo monumentale di interesse storico, architettonico e paesaggistico per i sette ettari di vigne acquistati nel 1988 dal gallerista Giuseppe Morra. La vigna, che include camminamenti, vialetti, cisterne, muri, recinzioni, eremi e un complesso sistema idrico e di coltivazione, è stata acquistata da Morra per la sua bellezza e per la sua storia. Il provvedimento ministeriale prevede che tutti gli interventi futuri sulla vigna e sui manufatti saranno di restauro conservativo filologico, sotto la tutela dello Stato. Il proprietario Morra ha auspicato il provvedimento e ha detto che la vigna è stata scelta da lui.
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