ROMA Condono edilizio ridotto al lumicino in Toscana. Ieri, il Consiglio regionale ha approvato la legge che disciplina l'applicazione della sanatoria fissando limiti molto più restrittivi di quelli previsti dalla normativa nazionale (articolo 32 del Dl 2692003). Contraria fin dall'inizio all'operazione di regolarizzazione delle costruzioni abusive, la Toscana ha fissato paletti molto severi al godimento della sanatoria. Non potranno beneficiarne le nuove costruzioni, mentre per gli ampliamenti il limite all'aumento della volumetria originaria è 100 metri cubi per ogni singola unità abitativa residenziale: complessivamente non si possono comunque superare i 200 metri cubi. Tetto massimo di 100 metri cubi per singola unità immobiliare anche per le costruzioni non residenziali non localizzate in aree destinate ad impianti industriali (zone D) e in quelle agricole (zone E). In queste zone (agricole e industriali) la soglia è del 30 per unità immobiliare: l'ampliamento del manufatto non deve comunque superare i 300 metri cubi. Ad essere sanabili sono le opere eseguite con variazioni essenziali o in difformità rispetto al titolo abilitativo edilizio anche se non conformi agli strumenti urbanistici. Dal condono sono esclusi gli interventi realizzati nei porti, sulle aree demaniali e sui terreni gravati da uso civico e le opere in contrasto con le destinazioni d'uso ammesse dagli strumenti urbanistici vigenti al momento dell'entrata in vigore della legge. Per quanto riguarda invece le zone soggette a vincolo il Consiglio ha attenuato il divieto assoluto previsto dal testo licenziato dalla Giunta. Sarà quindi impossibile sanare le opere abusive in contrasto con i vincoli a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesistici, dei parchi e delle aree protette istituiti prima dell'entrata in vigore della legge a meno che non si tratti di interventi conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici. In questo caso il rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria è possibile e viene subordinato al parere favorevole delle amministrazioni di tutela. Seguendo la stessa strada dell'Emilia-Romagna anche la Toscana ha deciso di non fare sconti per il passato. Le vecchie domande, quelle presentate cioè prima della pubblicazione in Gazzetta della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittime le disposizioni statali sul condono perché lesive delle competenze regionali (7 luglio 2004), saranno quindi vagliate alla luce dei vincoli imposti dalla legge appena approvata. L'impostazione è però ancora più dura, visto che il provvedimento non prevede, come fa invece quello dell'Emilia-Romagna per evitare il rischio di autodenuncia, la possibilità di ritiro o di modifica delle istanze già inoltrate. La Toscana ha anche agito sulla leva dei costi, incrementando del 10 l'oblazione (la quota integrativa deve essere versata direttamente al Comune) e del 100 il contributo relativo a costo di costruzione e oneri di urbanizzazione.
In Toscana giro di vite sulle norme del condono: la Regione ha varato regole più restrittive
Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato una legge che disciplina l'applicazione della sanatoria per le costruzioni abusive. La legge stabilisce limiti molto restrittivi per il godimento della sanatoria, con un tetto massimo di 100 metri cubi per singola unità immobiliare. Le nuove costruzioni non possono beneficiare della sanatoria, mentre gli ampliamenti possono essere sanabili se non superano i 200 metri cubi. Le opere eseguite con variazioni essenziali o in difformità rispetto al titolo abilitativo edilizio possono essere sanabili. La legge esclude gli interventi realizzati nei porti, sulle aree demaniali e sui terreni gravati da uso civico.
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