Riflettori sullo studio dei monumenti barocchi in un convegno organizzato dall'Archeoclub Studio sui monumenti per assicurarsi che non presentino gli stessi danni riscontrati nel pilastro della cattedrale e necessità di istituire un codice deontologico per i restauri. Queste le due proposte lanciate al convegno dell'Archeoclub, coordinato dalla giornalista Cetty Amenta, sul tema «Restauri a Noto. I materiali, le tecniche, i controlli e i risultati. La diagnosi e i rimedi». Che la presenza dell'ingegnere Roberto De Benedictis, progettista della ricostruzione della chiesa più famosa d'Italia portasse a parlare di cattedrale come esempio fra l'altro di ottimo intervento di recupero era scontato. Ha invece sorpreso il pericolo che anche altri edifici potrebbero seguire la stessa sorte senza la dovuta vigilanza. In merito al tema specifico, sin dal saluto del presidente dell'Archeoclub Orazio Di Rosa, dal dirigente scolastico Franco Saetta, e poi Alberto Frasca nella relazione introduttiva, è stato posto l'accento sui cattivi rifacimenti, evidenziati da una serie di foto di facciate di palazzi pubblici e privati i cui intonaci, ultimati da pochi mesi, sono già sgretolati. Da qui una serie di domande all'architetto Sergio Tinè, docente all'università di Palermo e a De Benedictis se ciò dipenda dalla tecnica di restauro, dalla mancanza di controlli accurati, dai materiali usati e, in ogni caso, come ha fatto rilevare Alberto Frasca: «Perché s'insiste a utilizzare questi materiali se l'esperienza ci dimostra che non funzionano?». Dagli interventi dei due professionisti è emersa la necessità di una maggiore conoscenza delle tecniche e dei materiali che vanno usati secondo i casi e non indifferentemente come oggi accade. Fatto assolutamente nuovo è stata la presenza del magistrato Michele Consiglio col quale si è discusso, codice penale alla mano, di responsabilità di chi dovrebbe controllare i lavori e non lo fa o lo fa male, a maggior ragione quando si tratta di istituzioni pubbliche. Poi i suggerimenti dei tecnici. Per De Benedictis gli enti potrebbero fare tesoro della ricerca del Cnr del 2000 commissionata dal Comune di Siracusa per il centro storico di Ortigia riguardo la conoscenza della manutenzione. Otto volumi di analisi e soluzioni di restauro applicabili anche a Noto i cui edifici presentano analoghe caratteristiche. Tinè ha messo a disposizione i suoi studi. Ha chiuso i lavori, il sindaco Valvo che nel biasimare lo scarica barile in fatto di controlli e responsabilità, ha fatto sua la proposta di mettere a profitto lo studio del Cnr e redigere un codice deontologico partecipato fra le amministrazioni del Val di Noto che lo imponga alle ditte. R. n. 16122010
SICILIA Restauri, diagnosi e rimedi
Un convegno dell'Archeoclub Studio ha discusso sul tema dei restauri a Noto, con l'obiettivo di evitare gli stessi danni riscontrati nel pilastro della cattedrale. Le proposte lanciate sono l'istituzione di un codice deontologico per i restauri e l'utilizzo di materiali e tecniche più sicure. L'ingegnere Roberto De Benedictis ha parlato dell'importanza di controlli accurati e della necessità di una maggiore conoscenza delle tecniche e dei materiali. Il magistrato Michele Consiglio ha discusso della responsabilità di chi controlla i lavori e ha suggerito di mettere a profitto lo studio del Cnr per redigere un codice deontologico.
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