Limite di trecento metri cubi per capannoni industriali e fabbricati a destinazione agricola In Toscana si potranno condonare solo piccole stanzette. Roba da una trentina di metri quadri, o poco di più. Il Consiglio regionale ieri ha approvato una legge che riduce notevolmente le possibilità di sanatoria previste dalle norme dello Stato. Per la maggioranza, che insieme a Rifondazione comunista ha votato il provvedimento, si tratta di un testo che, almeno, limita i danni al territorio che avrebbe provocato il condono nazionale. «E' una legge che rispetta il territorio e condanna gli scempi - ha detto l'assessore all'urbanistica Riccardo Conti -. Disinnesca il condono nazionale limitandone i mali». Per il centrodestra, che si è opposto, il voto di ieri rappresenta soltanto una nuova occasione di scontro fra la Regione e il governo. In base a quanto previsto dalla legge, in Toscana nessuna nuova costruzione potrà essere sanata. Sono condonabili solo ampliamenti e ristrutturazioni di abitazioni per un massimo di 100 metri cubi. Con una precisazione, però. Nel caso in cui in uno stesso palazzo ci siano più di due abitazioni da condonare, non si potrà andare oltre i 200 metri cubi. Per gli edifici destinati ad attività agricole o produttive, i classici capannoni industriali, si possono condonare abusi fino a 300 metri cubi. E anche qua, con qualche precisazione: non si può condonare più del 30 del totale. I vincoli diventano ancora più stretti per le costruzioni agricole, a cui non si potrà cambiare la destinazione d' uso per 20 anni. In pratica, il piccolo capanno non potrà essere trasformato in depandance. I toscani, quindi, dovranno seguire norme parecchio più restrittive di quelle previste dalla legge nazionale. Molto larga. Il testo del governo (che con l'entrata in vigore di quello regionale non sarà applicabile in Toscana) da la possibilità di sanare nuove costruzioni e ampliamenti fino a 750 metri cubi. La legge arrivata ieri in consiglio è un attimino diversa da quella presentata dalla giunta a settembre, che non prevedeva nessuno sconto per gli interventi in aree sottoposte a vincolo (ambientale, idrogeologico, paesaggistico ecc...). Ora, invece, qualcosa sarà sanabile, ma con mille precauzioni. Gli interventi devono essere compatibili con gli strumenti urbanistici e ci deve essere il parere favorevole dell'ente che ha messo il vincolo. In ogni caso, chi abbia qualcosa da condonare, dovrà far domanda entro il 10 dicembre. Ma gli costerà un po'. In Toscana si pagherà il 10 in più di quanto previsto dalla legge nazionale (minimo di 516 euro, più una cifra rapportata ai metri quadri sanati), a cui si aggiunge il doppio degli oneri di urbanizzazione. Durante il dibattito, il capogruppo di Fi, Maurizio Dinelli, ha parlato di «un non condono, che colpisce chi è stato costretto dalla burocrazia a compiere piccoli abusi». Duro anche il capogruppo di An, Maurzio Bianconi: «Più ostacoli di così non si potevano porre, è stata una scelta politica precisa: in Toscana le leggi dello Stato non valgono».