IN TEMA di sfide, non si può dire che Gianni Borgna corrisponda per personalità a un mastino combattente. Piuttosto, un Mennea da lunga distanza o magari Messner, per le cime prese con passo lento e fiato lungo. Comunque sia, ha dalla sua un'esperienza di assessore di undici anni. E un momento così non l'aveva visto ancora. Borgna, qua! è la sfida d'autunno della cultura? «La prima sfida sono le risorse. Finora siamo riusciti a conservare la somma delle attività ma nulla è più garantito». Di che proporzioni di tagli parla? «Non è ancora nota la percentuale di taglio della spesa corrente perché è legata alla Legge Finanziaria. Intanto è azzerata la legge per Roma Capitale con cui abbiamo finanziato molti interventi». Esempi di opere a rischio? «I progetti archeologici, gli scavi del Circo Massimo e del Colle Oppio, i nuovi musei" Come se ne esce? «Penso che il mondo della cultura, tutte quelle associazioni, gli intellettuali, le persone che hanno lavorato con noi per un decennio devono far sentire la loro voce, rivolgere un appello al Governo». Tagli a parte, cosa c'è nel futuro della vita culturale romana? «C'è una seconda sfida: far funzionare il sistema cultura di cui Roma è stata dotata in questi undici anni. Penso all'Auditorium che funziona alla grande e penso che dovremo fare ancora meglio con il Palazzo delle Esposizioni e con le Scuderie del Quirinale. Sono tante le strutture che possono dare di più, dal Globe Theatre al Palladium dal Macro all'India. Sono spazi che hanno bisogno di uno scatto di personalità». Certo senza soldi è difficile... «Queste strutture devono saper comunicare fra di loro. Maero, per dire, riesce a decollare meglio se si raccorda con altre strutture come la Casa delle Letterature». La storia del raccordo tra istituzioni pare insolubile. È passato a Roma un maestro del Novecento come Maurice Béjart: due sere appena e tanta gente che avrebbe pagato qualunque prezzo per vederlo. Non si poteva utilizzare l'Auditorium, più capiente e prestigioso, anziché il Teatro Olimpico? «Sono scelte dell'Accademia filarmonica, il tariffario dell'Auditorium è accessibile a tutti e conveniente per le istituzioni». Restauri e lavori. Come sarà l'autunno dei musei? «C'è una scadenza importante per i musei: la scadenza del bando di gestione di tutta la rete del Campidoglio». Ripeterete la gara per l'affidamento? «Il Comune entrerà nella società Zetema che ha condotto una gestione eccellente. Non si sa ancora in che percentuale ma con abbastanza capitale da renderlo una voce più incidente». Dovrete comunque pagare per i servizi di sorveglianza, custodia, ristorazione? «Sì ma con il valore aggiunto di un'esperienza positiva. È il modo per riuscire ad aprire nuovi spazi, dal Museo del Giocattolo a Villa Ada al Museo Bigotti a Villa Borghese». C'è un progetto che le sta a cuore e che vorrebbe portare a termine entro il mandato di Veltroni? «La Card per i musei. Un lavoro che stiamo svolgendo con il Ministero per i Beni culturali: includerà i trasporti e riuscirà ad incrementare davvero anche il turismo. Roma sta arrivando anche a questo, finalmente».