ho letto con estremo interesse larticolo di cronaca di Conchita Sannino del 12 dicembre sulla politica culturale di Caldoro. A dire il vero, il mio interesse derivava dalla speranza di trovare delineate finalmente in modo più chiaro le linee politiche della Regione Campania in tema di cultura e di promozione culturale, dopo tanto interesse riservato esclusivamente alle questioni politiche e non solo, relative alla gestione del Madre e della Fondazione Teatro Festival. Invece, ancora una volta, le speranze sono state oltremodo deluse in quanto mi sono ritrovata a prendere atto che uno dei modelli di riferimento per le "buone prassi" e le valenze culturali sul territorio campano e napoletano, per il governatore Caldoro, sarebbe quello delineato dalla Fondazione Morra Greco. Vorrei subito chiarire che chi scrive ha sempre speso le proprie energie per far sì che anche nel settore cultura si diffondesse il modello della "rete progettuale e della progettazione partecipata" finalizzata alla condivisione delle idee e delle esperienze, valorizzando il ruolo degli operatori culturali più qualificati come promotori di un sistema che stimola la crescita del settore e promuove lo sviluppo sociale ed economico del territorio. Dunque, nulla di personale nei riguardi della Fondazione Morra Greco, ma corre lobbligo di chiarire alcuni aspetti che sembrano sfuggire allo stesso governatore. Da anni esiste in Campania un sistema di "accreditamento" ben delineato delle associazionifondazioni che operano nel settore cultura al quale devono aderire e conformarsi per avere accesso ai contributi regionali (legge 7 del 2003 e successivi regolamenti), così come per i musei e le biblioteche di ente e di interesse locale. Orbene, a differenza della Fondazione Plart e di unaltra illustre fondazione, la Fondazione Morra, che operano da anni in ambito nazionale e internazionale, la Fondazione Morra Greco non rientra nellelenco regionale ordinario (articolo 6) né tra gli enti di alta cultura (articolo 7), così come non risulta inserita nellelenco dei musei di interesse regionale a differenza del Museo Plart e del Museo Nitsch, che vivono soprattutto di propri finanziamenti. Uno degli aspetti principali del "sistema di accreditamento", oltre alla qualità delle proposte culturali, della ricerca messa in atto e della rete di collaborazioni attive a livello nazionale e internazionale, riguarda le caratteristiche strutturali e i sistemi di sicurezza presenti nei locali adibiti a uso pubblico. Credo che il vero cambiamento nel settore culturale possa avvenire solo quando la politica comincerà a interloquire con tutti i protagonisti della cultura in Campania, facendosi promotrice di tavoli di confronto e di progettazione partecipata, consentendo a ciascuno di offrire il proprio migliore contributo per la rinascita della regione. Lautrice è presidente della Fondazione Plart
CAMPANIA - CULTURA E REGIONE
La cronaca di Conchita Sannino del 12 dicembre parla della politica culturale della Regione Campania. La scrittrice si sente delusa dalle linee politiche del governatore Caldoro, che sembrano concentrarsi solo sulle questioni politiche e non su quelle culturali. La scrittrice sostiene che il modello di riferimento per le "buone prassi" e le valenze culturali sul territorio campano e napoletano è quello della Fondazione Morra Greco, che non rientra nelle liste regionali e non ha accesso ai contributi regionali.
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