Lassessore Cadeo: "Una gara per la convenzione" Gli ambientalisti "Come lanno scorso al Parco delle Cave, decisione politica" due anni fa era finita lesperienza al Parco delle Cave, con un addio tra Italia Nostra e il Comune consumato per divergenze nella gestione. Questanno la storia si ripete: a fine anno scade la concessione allassociazione ambientalista per il Bosco in città, nato nel 1974 proprio da unidea di Italia Nostra. Il Comune, dopo 36 anni di rinnovi automatici della concessione, ha deciso che dal prossimo anno la gestione dellarea verde sarà invece assegnata per mezzo di una gara pubblica. «Così un altro pezzo pregiato del verde urbano rischia di andare in malora per scelte esclusivamente politiche», attacca il consigliere dei Verdi Enrico Fedrighini, che annuncia una petizione online per salvare il bosco. Della decisione di Palazzo Marino si è discusso ieri, durante una commissione consiliare sul Bilancio. «Gli uffici comunali sono orientati a fare la gara, Italia Nostra ci chiede di rinnovare laffidamento diretto: saranno ora i nostri legali a dirimere la questione», spiega lassessore al Verde Maurizio Cadeo. In ogni caso la concessione avrà una miniproroga di sei mesi: il tempo per istruire il bando per la gara che sceglierà i futuri gestori (la delibera è già pronta per essere approvata dalla giunta). Ma è proprio a questo che si attaccano le speranze di Italia Nostra: «Bosco in città è stato creato da noi, non siamo semplici fornitori di servizi, non ci occupiamo solo di tenere pulito il verde, ma abbiamo messo in piedi unarea utilizzata da tantissima gente per le attività più diverse, con un ritorno sociale e economico superiore anche al contributo del Comune», spiega uno dei rappresentanti della onlus, Luca Carra. Che aggiunge speranzoso: «Ecco perché, secondo noi, il Comune potrebbe evitare la gara e riconoscere il nostro contributo a questa importante realtà». Ma su questo punto lassessore non si sbilancia, lasciando in mano agli uffici tecnici la risposta agli avvocati di Italia Nostra. Fedrighini è meno ottimista, invece, almeno sulle intenzioni dellamministrazione. Ricorda la vicenda del Parco delle Cave, con lassociazione che decise di abbandonare la gestione in aperta polemica con le scelte del Comune. Allepoca Verdi e Pd chiesero che fosse revocata la delega a Cadeo proprio su quel parco. E ipotizza: «Forse cè qualche operatore privato che bussa alla porta, interessato a rilevare e a trasformare in business la gestione dellarea; forse prevale nellattuale amministrazione unidea di gestione del verde modello lunapark, dove ogni spazio va riempito con stand e sponsor, senza pensare al paesaggio e alle aree rinaturalizzate». (or.li.)